Incassi record per il gioco d’azzardo nei primi sette mesi del 2018

Il gioco d’azzardo si riconferma come uno dei settori più solidi dal punto di vista delle entrate che garantisce alle casse dello Stato Italiano. Non solo le somme che gli italiani investono nel gambling restano sostanziose, ma soprattutto continuano a crescere. Questo dimostrano i dati diffusi da Agimeg e che riguardano i primi sette mesi del 2018. Si tratta quindi di un bilancio parziale per l’anno, influenzato in modo significativo dallo svolgimento dei Mondiali di Calcio in Russia.

Il settore delle scommesse sportive è letteralmente impazzito per via della World’s Cup: forse per consolarsi dell’assenza dell’Italia sul campo da gioco, quest’anno gli italiani hanno scommesso cifre astronomiche. Non solo gli italiani: in tutto il mondo il volume di scommesse sul campionato mondiale sono state elevatissime. Basti pensare che nei primi mesi del 2018 si è fatto registrare un incremento in questo specifico settore del gambling di oltre il 40%. Andando a leggere i dati complessivi, Agimeg riporta che sono stati scommessi 2,5 miliardi di euro, per un ricavo complessivo di 490,6 milioni che è andato ad affluire nelle casse dell’Erario. La provincia in cui si è giocato di più è Napoli, seguita da Roma. In questo scenario idilliaco però è difficile fare previsioni, perché c’è una grossa incognita che incombe sul mondo del gioco d’azzardo, sia reale che virtuale. Si tratta delle norme in materia previste all’interno del Decreto Dignità, voluto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio. In sostanza, il decreto dice che a partire dal gennaio del 2019 non sarà più possibile fare pubblicità al gioco d’azzardo, in qualunque forma possibile. Quindi non solo televisione, ma anche radio, internet, carta stampata, cartellonistica pubblicitaria. Gli operatori di gambling non nascondono la loro viva preoccupazione in quanto temono che ciò possa avere delle ripercussioni sull’andamento degli affari. In effetti questo è facilmente immaginabile e molto probabile. Una delle prime conseguenze che si può constatare già in questi mesi è il ritiro dal mercato italiano di alcuni importanti agenzie estere. Il Decreto Dignità infatti non trova alcun paragone al di fuori dei confini italiani, ed è per questo che Di Maio invita a gran voce gli altri Paesi, specie quelli europei, a seguire l’esempio italiano. Una prima defezione si è già verificata, ed è quella di Paddy Power, importante gestore del gambling irlandese, che si è ritirato dal mercato italiano già l’anno scorso a seguito della fusione con Betfair. Le motivazione sono anche più ampie, ma certo è che ora da Paddy Power vengono chiari segnali rivolti agli altri operatori del settore che spingono all’emulazione. Questo è il primo rischio concreto che si potrebbe verificare, ma non bisogna trascurare il fatto che un calo degli incassi nel gambling equivarrebbe anche ad un calo delle entrate nelle casse statali. Per il momento, però, rimane ancora il resto dell’anno da poter sfruttare. In seguito si potrà pensare alle conseguenze delle nuove norme dettate dal Governo Italiano. Per quel che riguarda il 2018 le previsioni non possono che essere positive, visti i risultati della prima metà dell’anno. Anche in assenza di grandi eventi come il Campionato del Mondo si può facilmente ipotizzare che le scommesse sportive continueranno a fare la parte del leone, grazie alla passione che da sempre gli italiani hanno nei confronti del gioco del calcio.