Avviso Pubblico e il dossier sul gioco d’azzardo in Italia

Avviso Pubblico è il nome di un’associazione che è stata fondata nel 1996 per fungere da punto di collegamento e di incontro tra le amministrazioni pubbliche al fine di promuovere la cultura della legalità in Italia. Molto spesso Avviso Pubblico si occupa di gioco d’azzardo, fenomeno che è in crescita nel nostro Paese e che molto spesso porta con sé delle conseguenze preoccupanti, in primis le ludopatie.

Sono le amministrazioni pubbliche che si devono occupare di arginare il fenomeno, e negli ultimi anni sono state inaugurate molte iniziative, quali campagne di sensibilizzazione e informazione. Ciononostante la passione degli italiani per il gambling non sembra spegnersi, anzi, appare in continuo aumento. Lo dimostra l’ultimo dossier pubblicato proprio da Avviso Pubblico, che si è concentrato sull’impatto economico dei cosiddetti “apparecchi da intrattenimento” (vale a dire VLT e AWP, cioè le macchinette slot installate negli esercizi pubblici). I dati utilizzati da Avviso Pubblico sono stati estrapolati da quelli pubblicati nel mese di gennaio 2018 dalle Agenzie delle Dogane e dei Monopoli di Stato, che per la prima volta ha censito circa 8 mila comuni italiani per indagare il rapporto che c’è tra i cittadini e il gioco d’azzardo. Ciò che risulta, dati alla mano, è che nei 18 mesi considerati (dal gennaio 2016 al giugno 2017) in Italia sono stati spesi 18 miliardi e 800 milioni nelle macchinette slot. Si parla, nello specifico, di “spesa complessiva”, che si ottiene sottraendo le vincite alla “raccolta”, vale a dire alla cifra lorda investita dagli italiani nelle slot machine VLT e AWP. Andando a dividere la somma per ogni cittadino si evince che la spesa pro capite, al netto delle vincite, è di oltre 400 euro. Un dato che non può lasciare indifferenti, soprattutto perché fa segnare un aumento di circa l’uno per cento se confrontato con quello dell’anno precedente. Ma, come si spiega nel libro “Lose For Life, Come salvare un Paese in overdose da gioco d’azzardo” realizzato da Avviso Pubblico, non è tanto questo piccolo incremento a dover destare preoccupazione. Ciò che emerge con chiarezza è la quasi assoluta inefficacia delle politiche volte a combattere le ludopatie che sono state messe in atto fino a questo momento. Per quanto, in effetti, si possa notare una decrescita del fenomeno nei comuni in cui sono state prese determinate misure (ad esempio, l’allontanamento dei luoghi in cui sono installate le macchinette da scuole e altri istituti pubblici), non sembrano esserci state delle ripercussioni incisive. Dai dati comune per comune emerge anche un’altra evidenza, e cioè che sono le città settentrionali maggiormente coinvolte dalla spesa per il gioco d’azzardo. Questo però non vuole dire, secondo l’analisi di Avviso Pubblico, che al sud si gioca meno; solo che al sud, purtroppo, c’è ancora molto gioco illegale che quindi non emerge ai dati dei Monopoli di Stato. Se un tempo la malavita si dedicava al gioco d’azzardo illegale in bische clandestine, oggi usa sistemi informatici molto più sofisticati. Quello di cui ci sarebbe bisogno, quindi, è una maggiore stretta da parte degli organi istituzionali, specie da parte del governo centrale. Infatti resta il grande problema di fondo di uno Stato che deve tutelare la popolazione dei rischi sociali che comporta il gioco d’azzardo, e allo stesso tempo ne possiede il monopolio e beneficia degli incassi relativi alle scommesse e al gambling.