La crisi dei casinò italiani: Saint Vincent e Venezia

Che si tratti forse di un riflesso della crisi economica? O forse è piuttosto l’altro lato della medaglia del crescente successo che stanno riscuotendo i casinò on line? Quale che ne sia il motivo, un fatto è evidente, ed è cioè che i casinò “reali”, ovvero le più prestigiose sale da gioco presenti sul suolo italiano, fanno registrare un avvio di 2015 non propriamente incoraggiante.

Per quel che concerne il Casinò di Saint Vincent, i dati comunicati dicono che nei primi tre mesi del 2015, da gennaio a marzo, c’è stato una netto calo del fatturato, dovuto non tanto ad una diminuzione delle presenze (anzi, pare ci siano stati circa 200 visitatori in più, rispetto allo stesso periodo del 2014), quanto più alla mole di vincite conseguite dai giocatori. La flessione registrata è di circa il 3,5%; il mese in assoluto peggiore è stato quello di marzo. L’unico comparto che ha dato risultati soddisfacenti è stato quello delle slot machines, il cui introito complessivo si è accresciuto del 4%; ma nel complesso si sono avute perdite nette a causa delle numerose vincite che si sono registrate. Nel complesso, il casinò di Saint Vincent, nel solo mese di marzo del 2015, ha totalizzato un incasso complessivo di 4 milioni e 100 mila euro, ovvero il 16,7% in meno al mese di marzo dell’anno prima. Se Atene piange, Sparta non ride: non sembrano andare meglio le cose per il casinò di Venezia, anzi, nella città lagunare la situazione si presenta ancora più complessa per via di molti altre problematiche presenti, e non concernenti in senso stretto l’attività ludica del casinò. Già i dati, in ogni caso, sono negativi: la riduzione di fatturato del primo trimestre del 2015 si attesta intorno all’8%. Ma le vere complicazioni derivano dal fatto che, al momento, il Comune di Venezia non ha un sindaco, poiché è sotto commissariamento prefettizio. Questo stato di cose avrà termine a breve: le elezioni comunali si svolgeranno il 31 maggio. L’assenza di una carica istituzionale in grado di prendere decisioni ha fatto sì che la situazione del casinò di Venezia sia andata languendo con il tempo: infatti, ci sarebbe urgente bisogno di interventi strutturali volti a rinnovare i locali delle sale da gioco, in particolar modo Cà’ Vendramin Calergi e Ca’ Noghera. Ilaria Bramezza, che è attualmente a capo della società per azioni che gestisce il casinò, ha fatto sapere che sarebbe necessario uno stanziamento di oltre 13 milioni di euro per poter effettuare tutti i lavori necessari, e per poter nuovamente rendere il casinò di Venezia una struttura concorrenziale, che soprattutto sia in grado di tornare appetibile agli occhi di un pubblico non solo nazionale, ma anche internazionale. Reperire una simile cifra, ovviamente, non sarà facile, ma d’altro canto non è neppure impossibile. Sarebbe però importante che tutte le parti coinvolte facessero uno sforzo congiunto, nella consapevolezza dell’importante risorsa che il casinò rappresenta per il comune di Venezia. Quindi, sicuramente l’amministrazione comunale potrà avere un ruolo di primo piano nello stanziare i fondi necessari, quanto almeno una parte. Allo stesso tempo, però, appare prioritario che anche lavoratori e sindacati facciano la propria parte, anche perché è assai probabile che il primo taglio alle spese che verrà fatto sarà al personale. Se invece ci si dimostrasse aperti a revisioni contrattuali, forse sarebbe possibile addivenire ad una soluzione più soddisfacente per tutti, e, soprattutto, davvero efficace.