Decreto Dignità e nuova normativa sul gioco d’azzardo

Nei primi giorni del mese di settembre 2018 è entrato in vigore il Decreto Dignità che, dopo essere stato approvato dal Parlamento, ora è ufficialmente in vigore. La parte che maggiormente preoccupa i gestori e gli operatori del gioco d’azzardo è quella relativa alla pubblicità: infatti nel Decreto si fa divieto esplicito di realizzare qualsivoglia forma pubblicitaria sul gioco d’azzardo. La prima, immediata ripercussione di un tale provvedimento è ovviamente la scomparsa degli spot pubblicitari e radiofonici, così come la fine delle pubblicità cartacee su riviste o magazine volte a reclamizzare Gratta&Vinci, casinò on line, Lotto e quant’altro.

Ci sono però tante altre possibili ripercussioni che al momento non appaiono ancora molto ben chiare e che dovranno essere messe a punto mano a mano nel corso del tempo, in quanto si potrebbe trattare di un cambiamento anche molto radicale di questo settore in Italia. I primi a porsi il quesito sono stati quei rivenditori che presso il proprio esercizio commerciale consentono di fare scommesse o di giocare con le lotterie istantanee. Sarà proibito pubblicizzare la presenza di tali attività legate all’azzardo sulla vetrina o con le insegne esterne del negozio? Tali segnalazioni si rendono necessarie per la sostenibilità dell’attività: come potrebbe fare il cliente a sapere che all’interno di quell’esercizio commerciale può praticare la forma di gioco che desidera? Al tempo stesso, però, la cartellonistica esterna potrebbe essere considerata pubblicità, così come oggi è formulata la legge, e quindi, di fatto, essere passibile di multe, essendo fuori norma. Lo stesso dicasi per i gadget che spesso vengono distribuiti nei negozi e che recano il brand dei gestori del gambling: nel decreto si vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, si vietano anche le sponsorizzazioni e l’apposizione di loghi su magliette o altro tipo di indumento o oggetto. Passando alle realtà virtuali, nei casinò on line sarà ancora possibile sponsorizzare i propri bonus o tutte le attività che si svolgono sul portale? Sembrerebbe, a logica, di sì, visto che chi fa il suo accesso ad un casinò on line sa bene cosa sta cercando e, in senso stretto, il sito non fa pubblicità ma mostra solo la sua offerta a chi già ha fatto la sua scelta. Queste però sono tutte interpretazioni passibili di modifiche, in quanto la legge è così ampia e fumosa che lascia spazio a parecchi dubbi. Questo è il motivo per cui si prevede già che ci saranno molti ricorsi e contenziosi, anche perché gli operatori del gioco d’azzardo cercheranno ogni modo possibile per poter continuare a pubblicizzare la propria attività (ammesso che ce ne sia bisogno). L’ultimo risvolto meno evidente che il Decreto Dignità potrebbe avere sul nostro attuale assetto pubblicitario è su quei settori che hanno subito la cosiddetta “gamification”. Con questo termine anglosassone si intendono realtà che non sono direttamente connesse con il gioco d’azzardo, ma che usano stilemi e formule proprie di questo mondo per pubblicizzare il loro prodotto. Ad esempio, i Gratta&Vinci che vengono dati al supermercato e che consentono di vincere buoni spesa, anziché denaro. Da ultimo anche il settore televisivo potrebbe subire delle ripercussioni. Anche i game show e i quiz, tanto amati dal pubblico, si possono considerare “gioco d’azzardo” e in quanto tali venire vietati. Questi sono tutti quesiti che dovranno essere sciolti nei prossimi mesi per evitare che si crei una grande confusione in cui ognuno possa finire semplicemente per fare ciò che vuole, disinteressandosi della legge.