Dipendenti dal gioco d’azzardo già a 4 anni

Sappiamo bene come in Italia, e in molti altri Paesi del mondo, la ludopatia stia diventando un fenomeno estremamente preoccupante. Ma c’è anche un altro aspetto da considerare, non di meno inquietante. Se solitamente le cause che inducono alla ludopatia possono essere connesse a problemi economici (e alla speranza che una grossa vincita al gioco possa risolverli) o a problemi psichici di varia natura, al giorno d’oggi si aggiunge un ulteriore fattore che è stato segnalato da alcune associazioni di settore come “And – Azzardo e nuove dipendenze”.

Accade infatti che i colossi del web spingano i bambini a giocare d’azzardo fin dalla più tenera età, in modi molto subdoli tanto da non risultare immediatamente percepibili neppure da parte dei genitori. Nello specifico, sul noto social network Facebook, su Google e anche sui sistemi Apple, si può accedere facilmente ad un gioco dedicato ai più piccoli che si chiama “Monopoly Slots”. Il titolo ricorda il classico gioco da tavolo del Monopoli, a cui noi tutti ci siamo cimentati almeno una volta nella vita. In realtà però, dietro questa apparenza innocua (tanto più che la grafica usa popolari personaggi dei cartoni animati più amati dai bambini) si cela un sistema che mette in contatto i piccoli con il gioco d’azzardo. Infatti Monopoly Slots è un’app dove ci sono slot machine, roulette, tutti i classici giochi da casinò dove non vengono né usati né messi in palio soldi veri, ma dove il bambino viene accattivato con una grafica a lui congeniale e instradato verso i meccanismi della dipendenza da gioco. Tutto questo è stato denunciato da un articolo apparso sul “Daily Telegraph”, con una precisa denuncia nei confronti dei tre colossi telematici sopra citati. In una parola, ai più piccoli vengono propinati dei giochi che li rendono subito familiari con i meccanismi del gioco d’azzardo, a cui quindi si abituano fin dalla più tenera età diventandone già inconsapevolmente predisposti. Se l’azione da parte dei gestori del web può essere considerata scorretta, bisogna anche considerare il fatto che c’è un’altra responsabilità da considerare, ed è quella di una società che lascia troppo i bambini da soli davanti ai dispositivi tecnologici. Sicuramente i primi che devono vegliare sui loro figli sono i genitori, che non dovrebbero lanciare solo un’occhiata distratta a quello che i loro bambini stanno facendo con lo smartphone o il tablet in mano. Come detto, infatti, questi giochi all’apparenza sembrano del tutto innocui in quanto usano una grafica familiare. Una mamma e un papà dovrebbero sempre essere attivamente vicini ai loro figli al fine di monitorare con attenzione il modo in cui spendono il loro tempo. Al secondo posto, ovviamente, viene la scuola, che deve dare un’adeguata istruzione facendo la giusta informazione. Ma è tutto il sistema che andrebbe rivisto per tutelare i nostri figli dai rischi di una dipendenza che potrebbe svilupparsi in loro in modo molto precoce. Non bisogna dimenticare che la maggior parte di chi viene colpito dalla ludopatia, secondo le statistiche, ha un’età compresa tra i 35 e i 50, quindi con tutta probabilità ha un figlio piccolo o adolescente. Vivere in un ambiente dove il gioco è normale, dove viene messo al primo posto rispetto alla famiglia, è il vero problema che potrebbe spingere i ragazzi a provare in prima persona quello che coinvolge tanto i loro genitori o parenti più stretti.