Perché si diventa dipendenti dal gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo è un’attività ludica che l’uomo ha praticato fin dall’antichità: per certi versi si potrebbe dire che esso fa parte del suo DNA. Fino a certi limiti cimentarsi con il gioco d’azzardo non ha alcuna controindicazione; ma ci sono situazioni in cui esso sfugge dalle mani di chi lo pratica e finisce per diventare una vera e propria malattia.

La piaga della ludopatia è purtroppo molto diffusa anche in Italia, e rappresenta un problema non solo in seno alle famiglie, ma anche per la società stessa. Un’esperta di questo tipo di malattia, Laura Bellodi, che è la Preside della Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ed è inoltre responsabile del Centro disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo presso l’Ospedale San Raffaele Turro, spiega come il problema più grande consista nel fatto che chi è malato di ludopatia ne è del tutto inconsapevole. Così come accade per ogni altra dipendenza, la persona che ne è affetta non riesce ad identificare i suoi comportamenti come sbagliati o deviati, e dirglielo è pressoché inutile. Il momento della consapevolezza, purtroppo, in genere arriva quando ormai è troppo tardi, quando cioè si è dilapidato per intero il proprio patrimonio e si sono distrutti tutti i rapporti sociali che si possedevano. Ma qual è il motivo per il quale alcuni soggetti finiscono nel vortice del gioco d’azzardo, tanto da non viverlo più come un semplice passatempo ma da venirne fagocitati? La professoressa Bellodi dice che un motivo può essere rintracciato nell’incapacità dei soggetti in questione di provare piacere nella loro vita quotidiana. Tali conclusioni si sono raggiunte in base a degli studi neuro scientifici. Sembra infatti che alcune persone siano insoddisfatte del tipo di vita che conducono, perché la trovano piatta e priva di stimoli. Così cercano un brivido, un’emozione, nel gioco d’azzardo. Il meccanismo cioè non appare dissimile da quello che induce alla dipendenza dalle droghe o dall’alcol. Un altro fattore che può influenzare è la predisposizione familiare. In nuclei dove in passato ci siano già stati episodi di dipendenza è facile che essi si ripresentino. La professoressa Bellodi spiega inoltre quale può essere il modo migliore per stare vicino ad un parente o ad un conoscente che soffra di ludopatia. Una cosa da evitare assolutamente sta nel rimproverarlo o condannarlo. Una persona malata non ha la consapevolezza che il suo comportamento è auto distruttivo; dirglielo non può avere altro effetto che farlo sentire giudicato ed emarginato, e quindi spingerlo ulteriormente verso il suo vizio. Invece bisognerebbe solo vegliare sui suoi comportamenti, magari chiudendo l’accesso alle fonti di denaro, e cercare di farlo entrare nei gruppi di ascolto. Il mutuo soccorso infatti è ad oggi la terapia migliore e più efficace per uscire dalla dipendenza dal gioco d’azzardo. Incappare in una ludopatia, purtroppo, attualmente è molto facile, perché gli stimoli sono tantissimi. Basti pensare alla facilità di accedere ai biglietti del gratta e vinci, alle slot machine installate nei pubblici esercizi, o ai casinò on line. Inoltre non si deve trascurare un altro aspetto che la ludopatia ha assunto, ed è quello legato al gioco in borsa. Anche in questo caso, la facilità di cimentarsi con il trading grazie alle piattaforme on line ha creato molti soggetti dipendenti, specie tra i più giovani e gli adolescenti. Gli adolescenti infatti sono i primi ad essere spesso insoddisfatti del loro stile di vita, e a cercare stimoli al di fuori del loro ambiente usuale.