Il corso di formazione dedicato al gioco per i giornalisti

Un punto appare chiaro a tutti. Il gambling legale è un ambito in cui sono coinvolti molti soggetti differenti, e che sta iniziando a destare l'interesse dell'opinione pubblica. I media, infatti, sono soliti pubblicare ogni fatto riferibile al gioco pubblico, che implichi l'intervento del governo o meno.

È questo il motivo per cui è stato indetto un percorso formativo dedicato ai giornalisti, allo scopo di fornire informazioni riguardanti il gambling sotto vari aspetti, sociali, economici, e politici. Coinvolgendo in questa disamina del gioco pubblico anche esponenti di spicco dell'industria, delle istituzioni, e della politica, direttamente o indirettamente implicate in questo ambito. Il primo incontro è stato organizzato, il 14 giugno, a Terni, attirando un gran numero di giornalisti e curiosi, per quello che è stato un successo preannunciato dell'iniziativa. Raggiungendo in questo modo lo scopo preventivato, un'apertura al dibattito tramite la discussione, e lo scambio di idee, fornendo altresì dati concreti sul mercato del gambling, in continua espansione da qualche anno a questa parte. Molte le angolature da cui è stato analizzato in fenomeno, tale da garantire una visione d'insieme che non lasciasse fuori critiche e proposte. Ha dato inizio all'incontro Gigi Scardocci, membro dell'ordine dei giornalisti, che ha rimarcato l'intenzione di aprirsi a un dibattito remunerativo sul gambling in Italia, analizzando tutti i punti della questione, comprendendo anche il problema della dipendenza, tramite un dibattito incentrato su questo aspetto. A seguire è intervenuto, telematicamente, Alberto Giorgetti, ex sottosegretario al Tesoro, che ha sottolineato come sia necessario fare dei distinguo quando si affronta un argomento importante come quello del gioco pubblico, discernendo fra gambling legale e illegale e, ribadendo un concetto formulato da molti esperti del settore, nel caso in cui si eliminasse il primo, si farebbe strada con prepotenza il secondo, e ciò non è affatto auspicabile. Anzi, ha proseguito Giorgetti, la battaglia nei confronti del gioco illecito è ancora lungi dall'essere vinta, e l'impegno maggiore va ora rivolto al debellamento di quest'ultimo. Successivamente è intervenuto il direttore Alessio Crisantemi, il quale si è prodotto in una analisi del settore tramite un resoconto volto a sconfiggere quelle idee radicate nell'immaginario collettivo e che non hanno a che fare con la realtà, dato che la visione intrapresa da molte testate nazionali, in riferimento al gambling, ha maggiormente a che fare con il pregiudizio piuttosto che con l'informazione, appunto. Tra queste, il fatto che in tempi di difficoltà economica ci sia un più alto riversarsi tra le braccia del gioco da parte degli italiani, la mancata distinzione fra spesa e raccolta pubblica, e l'uso dell'espressione video poker per definire le nuove slot machine. Insieme all'esposizione falsata delle basi su cui si regge l'ambito del gambling, e allo scopo principale dei governi in riferimento al gioco pubblico, che dovrebbe, secondo i giornali, essere unicamente quello di fare cassa, a dispetto di tutto e di tutti. Donato Lecci, responsabile dell'ADM di Terni e Perugia, ha illustrato i reali motivi su cui si basa il coinvolgimento dello stato nel settore, fornendo delle informazioni oggettive sull'attuale condizione del mercato del gioco, e dell'impegno mostrato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su tutto il territorio nazionale, allo scopo di eliminare il problema rappresentato dal gambling illegale.