La rapida crescita del gambling on line in Italia

Quando si parla di gambling on line e di gioco d’azzardo, sembra di occuparsi di una realtà consolidata, come se fosse sempre esistita: ma in realtà si tratta di un fenomeno relativamente nuovo, che ha conosciuto una crescita rapidissima e preoccupante, perché non è stata seguita anche dalla creazione di un’adeguata normativa. Era il 2011 quando il gambling on line è arrivato in Italia, quando cioè Silvio Berlusconi, che all’epoca era Presidente del Consiglio, legalizzò i casinò on line.

L’unico paletto che fu messo all’epoca riguardava i Monopoli di Stato: potevano infatti considerarsi legali e riconosciuti dal Governo solo quei siti che ottenessero il benestare degli AAMS. A quell’epoca, i casinò on line potevano ospitare solo i tavoli da gioco classici, come la roulette o il poker; l’anno seguente, nel 2012, per volontà di Mario Monti, il nuovo Presidente del Consiglio, si legalizzarono anche le slot machine, fino a quel momento fuorilegge. Da questo momento in poi le persone iniziano a prendere sempre maggiore confidenza con il gioco con line, che oggi detiene una buona fetta del mercato del gioco: anche se c’è da dire che le classiche slot machine e vtl continuano ad essere molto usate, e si attestano al 55% delle preferenze dei giocatori. Ciò non toglie che il gambling on line sia diventato ormai un vero e proprio business, che smuove svariati miliardi di euro ogni anno: secondo un’indagine statistica condotta dal portale Giochidislots, parliamo di ben 82 miliardi di euro. Se il fenomeno può dirsi globale, è anche vero che l’Italia spicca sul panorama internazionale per apparire come il paese con i giocatori più accaniti: è la nazione che ha il rapporto maggiore tra abitante e slot machine, ed è al terzo posto per quel che concerne la massa di denaro che viene investita dai giocatori. L’Italia è anche il Paese che possiede il maggior numero di slot machine, e il quinto per quantità di biglietti del Gratta e Vinci staccati. Morale della favola, se nel 2004 gli introiti derivanti dal gioco d’azzardo erano di 24 miliardi, oggi, con l’avvento dei casinò on line, è aumentata a dismisura, superando gli 80 miliardi di euro. E non si deve pensare che a subire il fascino del gioco siano soltanto gli adulti, che dunque decidono di impiegare parte del loro stipendio per tentare la sorte: un’indagine condotta da Nomisma dimostra come anche i più giovani, di età compresa tra i 14 e i 19 anni di età, siano altrettanto attirati dal gioco d’azzardo. In questa fascia d’età a prevalere sono le scommesse sportive e i Gratta e Vinci. Secondo i dati raccolti, ragazzi e ragazzi sono quasi in egual numero, con un leggero vantaggio dei maschi; per lo più si tratta di giovani del centro sud, che iniziano a giocare per lo più per curiosità, e solo in piccole percentuali per caso, o perché spinti da altri amici. Quello che si può concludere è che il business del gambling on line può rappresentare una risorsa concreta per il nostro Paese, anche in termini di posti di lavoro, ma non allo stato attuale delle cose. Innanzitutto è necessario che le varie normative regionali vengano omologate a livello nazionale; inoltre si deve puntare molto sulle campagne informative per prevenire le ludopatie, che gettano un’ombra oscura su tutto il comparto dei giochi d’azzardo.