Il mercato del gambling online nell'est Europa

L'evoluzione del gambling online e la relativa legislazione nell'Europa dell'est non è avvenuta con tempistiche significativamente celeri, come era stato annunciato in precedenza. Nel complesso, nell'intera area, il periodo di stabilizzazione, in questo senso, è stato maggiore rispetto al previsto, prima di poter procedere verso una legislazione comune.

In Bulgaria, una nazione che conta 7 milioni di abitanti e fa parte dell'UE da nove anni, si è cominciato il riesame delle norme di regolamentazione riguardanti il gambling virtuale nel 2007. A fronte di ciò, la normativa ufficiale del gambling online venne ratificata all'effettivo due anni fa. In seguito, sono trascorsi altri 12 mesi per l'avvio delle autorizzazioni rivolte ai fornitori di gambling virtuale. Nel frattempo, il Governo ha realizzato un documento contenente 171 domini illegali del gioco online. Dato che il mercato gambling virtuale, in Bulgaria, era piuttosto florido anche a ridosso della regolamentazione, con aziende erogatrici quali Betfair, Bwin, e Sportingbet già ampiamente attive all'interno del settore e promotrici anzitempo dei servizi, l'ente governativo aveva previsto che i fornitori, all'avvio della nuova normatizzazione avrebbero richiesto ulteriori licenze per altrettanti spazi virtuali. A causa delle ingenti imposte al riguardo, invece, non ci fu un incremento significativo del numero di licenze erogate. La tassa sul gambling online è pari al 15% del traffico monetario, al medesimo livello dei servizi live e di lotteria. Quindi, sul finire dello scorso anno, le licenze hanno visto l'interesse unicamente di 2 operatori, Sport Totalisator, società sotto l'egida statale, e Eurofootball Limited, che detiene le maggiori quote di mercato per quanto concerne il gambling sportivo e i sistemi di videolottery. Dunque le autorità bulgare hanno attuato un'ulteriore revisione per quel che riguarda la normativizzazione del gambling virtuale, rendendo ormai consueta questa operazione burocratica. Entro lo scorso anno, infatti, in sede di Parlamento è avvenuta la ratificazione degli emendamenti riguardanti il gioco a distanza, con la diminuzione della relativa tassazione al 20% del Gross Gaming Yeld. Le conseguenze di queste modifiche si renderanno visibili nel corso del 2014, ad ora, in ogni caso, si registra un'unica richiesta da parte degli operatori presenti sul mercato. Sul fronte croato, invece, si registra una grande incidenza di mercato per il gioco a distanza, ma vigono purtroppo numerose restrizioni governative in tal senso. Gli emendamenti del regolamento attuato due anni fa hanno decretato la liberalizzazione del gambling virtuale all'interno del Paese, ma unicamente ad appannaggio degli erogatori già presenti sul mercato, e per le modalità già fornite dai servizi live. La nuova normativa è stata ratificata nel 2010, nel momento in cui il Paese croato non faceva ancora parte dell'Unione Europea ma, dalla sua entrata nell'UE, attuata nel luglio scorso, le leggi inerenti alla limitazione del gioco online ai medesimi servizi live non collimano con il regolamento del settore attualmente vigente in Europa. L'imposta annuale, in Crozia, è dell'ordine di tre mln di kune, pari a 400mila euro, oltre 6 volte il costo vigente nei casino live. Gli effetti di questa discutibile regolamentazione, a 4 anni dalla legalizzazione del gambling virtuale, ha visto 5, sui 9 totali, bookmaker croati usufruire della rete, tra cui il servizio di lotteria, detentore dei diritti per quel che concerne anche il gambling sportivo. La lotteria virtuale, in Croazia, conta 13 operati attivi sul web.