Freeman chiede chiarezza ai governi USA

L'amministratore delegato dell'Aga, Geoff Freeman, ha chiarito alcuni aspetti che riguardano il mercato del gambling negli Stati Uniti. Secondo il presidente dell'associazione degli imprenditori del gioco americani, la battaglia contro il gambling online, negli Stati Uniti, è destinata a fallire, perché insensata e infruttuosa.

Freeman ha sottolineato come, il mercato del gioco online, muova cifre impressionanti, generando occupazione e ingenti incassi allo stato. Il presidente ha dichiarato che i consumatori americani del servizio, che si contano a milioni, insieme alle grandi aziende distributrici, rappresentano un pilastro importante dell'economia degli Stati Uniti. Sempre Freeman ha fatto sapere, tramite una lettera pubblicata sui principali giornali americani, quali sono le conseguenze che potrebbe arrecare le linee di azione tracciate, in materia di gambling online, da alcuni stati dell'unione. Per l'amministratore delegato, non legalizzare il gioco online, rappresenterebbe una mossa tanto sbagliata quanto inutile. Infatti, tutti i tentativi di boicottare, continua Freeman, i gestori offshore di gambling online, che si sono susseguiti negli ultimi anni, dal Wire Act all'Unlawful Internet Gambling Enforcement Act del 2006, sono miseramente falliti.

Dati alla mano, nel 2013, questo settore ha fatturato, nei soli Stati Uniti, oltre tre miliardi di dollari, cifra che corrisponde al 10% del fatturato di tutti i mercati mondiali del gambling online. Secondo il ceo dell'Aga, quindi, la politica proibizionista degli States non farebbe altro che generare un mercato alternativo del gioco sempre più incontrollato e incontrollabile, danneggiando innanzitutto i consumatori. A danno, inoltre, anche degli stessi Stati Uniti, continua Geoff Freeman, che, a causa di questi insensati veti, blocca l'innovazione e non consente ai governi di generare occupazione e utile. Un confronto adeguato lo forniscono quegli stati che hanno liberalizzato il gioco online. Nella prima settimana dal decreto, nel New Jersey, fa sapere il presidente, sono 50.000 gli utenti che hanno effettuato la registrazione di un conto di gioco online, e si stima che saranno ben 100 milioni le persone che utilizzeranno, entro il 2018, un dispositivo mobile per giocare tramite il web.

La domanda dei consumatori, inoltre, si fa sempre più pressante, e se non provvederanno gli enti preposti, ci penserà come al solito il mercato nero a ricavare sempre maggiori profitti, bypassando, a conti fatti, i governi nazionali. Internet, ribadisce il ceo di Aga, non è un fenomeno che può essere arrestato, e tutti gli sforzi in questa direzione risulteranno delle perdite di tempo e risorse, che andrebbero invece investite in modo più utile. Freeman ci tiene a sottolineare come legalizzare non vuole dire lasciare il campo libero a chiunque voglia immettersi in questo mercato ma, anzi, significa creare un sistema di approvazione dei fornitori del gaming regolamentato, e a tutela del consumatore.

Secondo l'ad gli sforzi del Congresso dovrebbero muoversi in questo senso, attraverso l'attuazione di un regolamento ufficiale del gioco online, e parallelamente contrastando quei gestori che, una volta liberalizzato il mercato, si sentissero ancora liberi di agire senza legittimità. L'affaire gambling, continua Freeman, lungi dall'essere una questione semplice da dipanare, richiede strumenti adeguati di analisi, per far fronte, con intelligenza, a problemi che tutt'ora interessano il settore, come il gioco minorile. Ma questi interventi, conclude Geoff Freeman, non nascono da ideologie errate o da atteggiamenti offensivi e semplicistici, ma da valutazioni e distinzioni ragionate e civili.