Una “Gambling Zone” in Crimea

La controversa Crimea è il luogo che, nei prossimi anni, la Russia destinerà a patria del gioco, alla luce delle recenti notizie riguardanti la decisione del Cremlino di creare una zona gambling nella regione entrata da poche settimane a far parte dello Stato russo, dopo essere stata possedimento ucraino.

In contemporanea alle critiche da parte dei Paesi europei e degli Stati Uniti nei confronti del comportamento tumultuoso di Puntin a danno della regione recentemente “conquistata”, le recenti news trapelate dal Cremlino fanno pensare a una decisione storica da parte dell'intellighenzia russa, decisa a trasformare la Crimea nella patria del gambling live. In base a una notizia diffusa da Bloomerang, Dimitry Kozak, vice primo ministro a Mosca, ha diffuso informazioni riguardanti una specifica zona gambling che sarà istituita in Crimea, decisione avvenuta il 21 marzo nel corso di un incontro non ufficiale di governo. L'incontro ha visto la partecipazione di una folta schiera di operatori rimasti anonimi. Nonostante l'ufficio comunicazioni del vice primo ministro non abbia diffuso alcuna informazione ufficiale in merito, si è portati a pensare che la Russia stia pensando a un piano economico che includerà la diffusione del gambling nella regione, in base anche a quanto trapelato dalle ultime dichiarazioni dello stesso Kozak. L'orizzonte economico della regione è stato anche l'argomento centrale di un incontro avvenuto il 24 marzo scorso tra Dmitry Medvedev, primo ministro russo, e alcuni rappresentati politici di Mosca, con l'obiettivo di porre le basi per un piano di azione riguardante nuove operazioni finanziarie da attuare in Crimea. Anche in questo caso non sono state diffuse note ufficiali da parte del portavoce del primo ministro, ma si è ragionevolmente portati a pensare che l'argomento sul tavolo sia stato il medesimo della riunione di governo avvenuta 3 giorni prima. Si sa con certezza, comunque, che, in data 15 aprile, giungerà nelle mani di Medvedev una prima bozza del piano inerente alla zona gambling sopracitata. In Russia il gambling è stato de-liberalizzato cinque anni fa, nel momento in cui Putin scelse una linea politica atta a contrastare la diffusione del gioco a livello nazionale, includendo all'interno del pacchetto leggi allora emanato, la proibizione all'uso di sigarette e alcool da parte dei minori di 18 anni. In ogni caso, allo scopo di massimizzare le entrate statali, il Governo decise di istituire, all'interno del territorio russo, 4 aree gambling circoscritte, a Vladivostok, ad Altai, a Kaliningrad, e a Krasnodar. L'operazione “aree gambling” non ha comunque sortito gli effetti sperati, alla luce del fatto che, attualmente, la sola area operativa è Krasnodar. È anche per questo motivo che il primo ministro russo sta valutando l'ipotesi di istituire nuove aree da gioco a Sochi, località che ha ospitato di recente le Olimpiadi d'inverno russe e, appunto, in Crimea. La delibera di istituire nuove aree da gioco in Crimea giunge giusto 7 giorni dopo la decisione da parte dei maggiori ISP russi di chiudere alcuni tra i più grossi domini internet legati al gambling, tra cui Unibet, nel corso di un blitz digitale che ha causato l'oscuramento di circa 500 domini. Attualmente, però, il presidente Putin sta seriamente valutando le potenzialità della Crimea su questo fronte, e non è escluso un intervento già nei prossimi mesi.