Il gioco d’azzardo illegale in Counter Strike

In rete si può giocare in molti modi diversi: c’è chi ama cimentarsi ai videogames, di qualunque natura essi siano (roleplaying, sparatutto, sportivi, simulazioni), e chi invece ama cimentarsi al gioco d’azzardo. In quest’ultimo caso, ci sono moltissimi casinò on line tra i quali poter scegliere.

Agli utenti viene sempre suggerito di iscriversi solo a quei siti che possiedano l’autorizzazione dei Monopoli di Stato, perché questo significa che si tratta di società sicure che inoltre effettuano controlli molto rigorosi impedendo ai minorenni di giocare. Ma esistono ancora molte realtà sotterranee, illegali ma subdole, nelle quali è possibile imbattersi e che contaminano il gioco puro con il gambling on line. Uno dei casi più eclatanti che è emerso negli ultimi mesi riguarda un gioco sparatutto della casa produttrice Valve che si chiama “Counter Strike: Global Offensive”, spesso abbreviato con l’acronimo “CS:GO”.

All’epoca in cui il videogame fu immesso sul mercato non ebbe un successo immediato, ma le sue sorti cominciarono a riprendere notevolmente dopo che alla Valve decisero di introdurre una nuova funzionalità. La cosa in sé non sembrava niente di eccezionale, ma fece impennare le vendite in pochissimo tempo: in sostanza si trattava della possibilità di acquistare diverse skin per il proprio personaggio. L’update “Arm Deals” ovvero permetteva ai giocatori di usare armi differenti, che potevano essere vendute o scambiate con altri giocatori. Le armi si trovavano chiuse dentro bauli o contenitori per aprire i quali si dovevano acquistare delle apposite chiavi. Lo scambio della armi e la loro vendita avvenivano tramite un’apposita interfaccia di trading sviluppata da Steam. Come si diceva, di per sé l’innovazione non sembrava tale da giustificare il grandissimo e rinnovato successo di CS:GO, ma in realtà cambiò in modo radicale le sorti del gioco. Il vero motivo è emerso solo molti anni più tardi. Si è infatti scoperto che da un certo momento in poi gli utenti iniziarono ad usare il gioco non più per giocare, ma solo per partecipare alla compravendita della armi; questo perché Velvet consentiva agli utenti di associare l’account di Steam anche con siti terzi, e per lo più si trattava di siti di gioco d’azzardo. In pratica, le skin comprate su Steam diventavano delle chips da poter puntare nei siti di casino on line, siti ovviamente illegali. La situazione si è complicata, ed è infine venuta alla luce, quando due noti YouTubers, ProSyndicate e TmarTn, hanno iniziato a pubblicizzare il tutto nei loro video.

I due infatti si riprendevano mentre facevano grosse vincite usando il sistema delle skin di CS:GO, e la cosa peggiore è che il loro pubblico era formato soprattutto da minorenni, che non avrebbero avuto alcun ostacolo nel giocare a loro volta tramite il sistema illegale che era stato ideato. Ulteriore aggravante, i due YouTubers non agivano spontaneamente o in buona fede, ma si è poi scoperto che entrambe erano al soldo della Velvet, sulla quale infatti ora pendono accuse piuttosto pesanti.

Tutta la questione è venuta a galla grazie ad un altro YouTuber, HonorTheCall, che sulla sua pagina ha denunciato il comportamento degli altri due “colleghi”. Infine, si è scoperto che , ProSyndicate e TmarTn possiedono uno dei siti di gioco d’azzardo su cui vengono reinvestiti prevalentemente i proventi derivanti dal trading di Steam, ovvero CSGO Lotto. Le cifre in ballo sono molto elevate: Velvet infatti guadagna una percentuale del 5% su ogni item venduto su Steam. A Valve poi spetta anche il 10% su ogni oggetto venduto, poiché possiede il titolo, per un totale del 15%: tutto questo però in modo illegale, e ora Valve dovrà confrontarsi con la giustizia.