Gioco d’azzardo e matematica: non così distanti

Quando si pensa al gioco d’azzardo, forse non si considera il fatto che è un’attività dominata prevalentemente dalla matematica. Per molti di noi giocare d’azzardo equivale semplicemente a tentare la sorte, a sfidare la dea bendata nella speranza di un colpo di fortuna. In realtà, la maggior parte dei giochi d’azzardo, ad esempio quelli di carte come il poker, o la roulette, sono in una certa misura prevedibili, in quanto è possibile immaginare l’andamento del gioco facendo calcoli statistici ed elucubrazioni matematiche.

A riflettere su questo argomento è Adam Kucharski, un matematico che ha scritto il libro The “Perfect Bet: How Science and Math Are Taking the Luck Out of Gambling” che in Italia uscirà nel mese di settembre. Il titolo si potrebbe tradurre grossomodo così: “La scommessa perfetta: come la scienza e la matematica sono in grado di costruirsi la propria fortuna al di là del gioco d’azzardo”. Un titolo, insomma, che è tutta una premessa. Intervistato circa i contenuti del suo scritto, Kucharski ha spiegato che sin da ragazzo si è interessato al rapporto che esiste tra il gioco d’azzardo e il calcolo matematico, scoprendo che alcuni dei più grandi scienziati della storia, tra cui lo stesso Galileo Galilei, se ne erano interessati a loro volta. Soprattutto, Kucharski ha detto di essere incuriosito dal fatto che c’erano stati episodi di persone che erano riuscite a vincere al gioco basandosi su dei calcoli matematici. L’episodio a cui fa riferimento riguarda un gruppo di studenti del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e accaduto nel 2005. Questi ragazzi posero la loro attenzione ad una lotteria che, quando raggiungeva un determinato montepremi, considerato troppo elevato, iniziava a distribuire premi minori a chi non aveva avuto tutti i numeri estratti e quindi, in condizioni normali, non avrebbe vinto. Attraverso i loro calcoli, gli studenti riuscirono a scoprire quanti biglietti dovevano comprare, e quali combinazioni numeriche, affinchè la lotteria sbancasse il montepremi e quindi loro potessero aggiudicarsi le ricompense minori. La domanda che immediatamente è stata fatta al professor Kucharski è perché allora, se è possibile prevedere la sorte, come mai la gente comune non lo faccia, o viceversa perché i matematici in grado di eseguire i calcoli necessari non si dedichino a tempo pieno al gioco d’azzardo. La risposta è che i calcoli statistici necessari per prevedere l’andamento di un gioco sono molti e complessi. Per il matematico, il “divertimento” sta semplicemente nello sciogliere il quesito, e quindi in seguito non ha alcun interesse a dedicarsi al gioco. Di contro, chi gioca d’azzardo spesso non ha la capacità di eseguire delle speculazioni così approfondite, né possiede le conoscenze necessarie. Un’altra connessione inedita che il professore ha rivelato nel suo libro è tra il gioco d’azzardo e le malattie. Lui, difatti, ha detto di occuparsi soprattutto di sanità. L’andamento di alcuni eventi medici, ad esempio le epidemie, possono essere calcolate con un sostenibile grado di approssimazione grazie ad un metodo che è stato chiamato “Monte Carlo”, perché si basa sull’uso delle carte da gioco ed è stato messo a punto da un matematico degli anni Quaranta. Infine, Kucharski ha anche parlato del mondo della finanza e del trading, che presenta moltissimi punti in comune con il gioco d’azzardo, tanto che alcune operazioni, in alcuni Paesi del mondo, sono vietate perché considerate illegali. Insomma, quando uscirà nelle librerie italiane potrebbe essere davvero interessante leggere il libro di Adam Kucharski, che forse non aiuterà a trovare il modo di vincere alla lotteria, ma certo fornirà molte conoscenze in più sul mondo del gioco d’azzardo.