Gioco d’azzardo, norme europee e criptovalute

Il gioco d’azzardo è ormai una realtà che pesa in modo sensibile sugli equilibri delle nazioni, sotto diversi punti di vista. Se sempre, storicamente, il gioco d’azzardo ha rappresentato per le casse pubbliche una voce di incasso decisamente notevole, almeno a partire dal momento in cui è stato legalizzato, al giorno d’oggi gli incassi di cui si parla sono decisamente stratosferici.

Per molti Paesi le entrate che derivano dal gambling, on line e non, sono decisive per la buona salute del bilancio. Quindi, in una parola, irrinunciabili. Questo cozza, ovviamente, con la necessità di tutelare le fasce più deboli della popolazione dai rischi che derivano dal gioco d’azzardo patologico, che purtroppo, come dimostrano i dati statistici, è una realtà in crescita. Queste problematiche non riguardano solo l’Italia ma l’intera Comunità Europea, volendo limitarci alla realtà del Vecchio Continente. Lo dimostra il fatto che di recente, nell’ambito di un’interrogazione della Commissione UE, la questione è stata sollevata dall’europarlamentare finlandese Pirkko Ruohonen-Lerner di ECR (European Conservatives and Reformists – Conservatori e Riformisti Europei). La parlamentare ha presentato la situazione della sua nazione, tracciando un quadro preoccupante. Ha infatti ricordato che i guadagni derivanti dal gioco d’azzardo legalizzati sono usati per scopi più che meritevoli. Vengono impiegati per finanziare progetti per le arti e la cultura, per sostenere la ricerca, progetti sociali, e l’allevamento dei cavalli. Però non si può evitare di chiedersi da dove vengano quei soldi: gli studi dimostrano che la maggior parte dei soldi spesi nel gambling derivano da persone che soffrono di ludopatia, in quanto sembra che la media delle persone “malate di gioco” in Finlandia sia decisamente sopra alla media europea. Oltre il 60% delle persone con dipendenza usano per giocare le macchinette installare nei pubblici esercizi; sono per lo più individui con redditi molto bassi che, evidentemente, sperano di trovare il proprio riscatto economico in una grossa vincita. In conclusione alla panoramica illustrativa della situazione finlandese, la Ruohonen-Lerner ha concluso chiedendo che vengano emanate normative più restrittive a livello europeo, sia in materia di installazione delle macchinette sia in materia di advertising pubblicitario televisivo. Non è tardata ad arrivare la risposta della Commissione Europea nella persona di lzbieta Bienkowska, la quale si è limitata a ribadire quelle che sono le attuali linee guida in materia. Ogni Paese facente parte della Comunità Europea ha la piena libertà di legiferare in materia di gioco d’azzardo per quel che riguarda il suolo nazionale, e quindi di decidere in piena autonomia rispetto alle direttive da seguire, purchè nell’ambito della normativa più generale della UE. In sostanza per l’Europa queste decisioni, che riguardano la salute pubblica, devono essere prese da ogni Paese in base alle proprie valutazioni e non possono essere prese in sede comunitaria. Ma c’è anche un’altra questione di cui, presto o tardi, la Comunità Europea si dovrà occupare, ed è quella che riguarda le criptovalute impiegate nel mondo del gambling. Dopo che le criptovalute sono state adottate da alcuni casinò on line, è stata annunciata, a breve, la nascita del primo casinò reale in cui si potrà giocare usando la moneta virtuale. La struttura sarà costruita a Palau Island, una delle isole dell’arcipelago di Palau che si trova in Oceania, e la costruzione inizierà a fine 2018. Questa potrebbe essere la prima pietra posta ad un nuovo “impero”, quello delle criptovalute combinate al gambling: un’alleanza a cui bisognerà prestare molta attenzione nei mesi a venire.