Servono normative serie per il gioco d'azzardo

"Facciamoil nostro gioco - Casino" è un incontro organizzato per ribadire il concetto del gioco d'azzardo e i rischi che può causare, un evento pubblico, organizzato la prima settimana di Maggio, dalla comunità di San Benedetto al Porto e dalla fondazione cultura di Palazzo Ducale dove, esperti del settore e di mercato, con la collaborazione del sindaco Doria Marco, hanno parlato dei pericoli dovuti dalla dipendenza di gioco.

La comunità di San Benedetto, che è sempre stata molto sensibile e vicina al pericolo che la dipendenza del gioco d'azzardo può causare, si era già schierata contro le aperture di nuove sale da gioco su tutto il territorio, non solo locale, ma anche nazionale: si pensa che, nel febbraio scorso, questa comunità era scesa in piazza a Pegli, affianco ai cittadini, per protesta. Nonostante il Comune di Genova abbia approvato di recente una regolamentazione riguardante la disciplina del gioco d'azzardo e sull'apertura di nuove sale da gioco, in maniera decisamente più seria, limitando le distanze necessarie di quest'ultime, da luoghi sensibili come ospedali e scuole, secondo il sindaco, c'è bisogno di fare altre cose più serie: "Tutto ciò non basta, infatti, occorre una legislazione, una normativa per tutto il territorio nazionale seria che, attualmente, presenta ancora diverse lacune, poichè il gioco d'azzardo è una vera e propria malattia e di conseguenza bisogna rimuovere tutte le vere cause che portano a soffrire di questa patologia. Noi ci stiamo impegnando, ricoprendo un ruolo importante e continueremo a farlo fino all'ultimo, con tutti gli sforzi".

Secondo il modesto parere di Fiasco Maurizio, sociologo e consulente della consulta nazionale antiusura, oramai, il gioco d'azzardo è una vera e propria epidemia, che piano piano sta contagiando quasi tutte le persone, a differenza di età e sesso. Poniamoci delle domande se un paese come l'Italia, spende circa il 13% della sua quota di consumi per il gioco d'azzardo, vuol dire che evidentemente c'è qualcosa che non va bene e che è accaduto qualcosa di disfunzionale nella società. Ma cosa si sta facendo per arrestare questo fenomeno in continua crescita? Fiasco continua affermando che molte associazioni e servizi per il territorio stanno cercando di rivolgere la propria attenzione, ma comunque siamo in ritardo. Le istituzioni sono, soavemente ostili e lente nel prendere coscienza del deficit che il mercato del gioco d'azzardo sta creando in termini di malattia e salute, conti dello Stato e soprattutto ordine pubblico. L'anno scorso si è chiuso con un buco di oltre un miliardo, rispetto all'anno precedente.

Ma se dunque il gioco d'azzardo non alimenta come si deve le casse dello stato e le finanze pubbliche, facendo investire una buona percentuale degli incassi in percorsi di riabilitazione dalla dipendenza, come si può affrontare questo problema? Pier Claudio Brasesco, presidente della consulta di gioco con premi in soldi veri del consiglio del comune di Genova, afferma che in termini di costi sanitari e sociali, prodotti dal gioco d'azzardo, equivale a quello che è il guadagno reale delle casse dello Stato. "Bisognerebbe destinare una parte degli introiti dello Stato per i problemi relativi alla patologia del gioco d'azzardo e alla ludopatia, peroò, serviranno anche dei provvedimenti sostanziale nella legislazione nazionale che diminuisce l'accesso al gioco ai singoli cittadini della popolazione italiana. Nel nostro paese sono circa il 50% le persone che hanno avuto a che fare almeno una volta con il gioco d'azzardo, mentre, in Francia, solamente la metà, grazie a normative decisamente più attente.