Il boom del gioco d’azzardo e le nuove normative

Il gioco d’azzardo è amato in tutto il mondo, e in ogni nazione ed in ogni Paese è possibile trovare sale in cui potersi recare per scommettere o cimentarsi al tavolo verde. Ma uno dei Paesi che sembra in assoluto maggiormente preda della “febbre del gioco” è proprio l’Italia, che si piazza al primo posto in Italia ed al terzo rispetto al resto del mondo.

Per la nostra penisola dunque il settore del gambling è una vera e propria industria, che genera introiti superiori a molte altre attività produttive (in un anno sono stati incassati 100 miliardi di euro) e dà lavoro a moltissime persone, circa 140 mila. Per lo Stato gli introiti fiscali derivanti sono di 9 miliardi di euro. Questi dati fanno sì che si possa dire che il gioco d’azzardo è la terza realtà economica del Paese, dopo Eni e Fiat. L’aspetto più interessante dell’intera questione sta nel fatto che il comparto non ha conosciuto nemmeno in minima parte la crisi che invece si è abbattuta sul resto delle attività imprenditoriali italiane. L’industria del gioco non ha mai conosciuto battute d’arresto o cali, anzi, ha continuato a crescere in modo esponenziale con l’aumentare delle difficoltà economiche della popolazione. Le persone infatti, attanagliate da problemi di denaro, sperano che giocando possano risolvere le proprie difficoltà, e magari cambiare radicalmente vita. Ma non è tutto oro quello che luccica. A presentare l’altro lato della medaglia è Alejandro Pascual, l’amministratore delegato di Codere Italia. Codere è una multinazionale quotata alla Borsa di Madrid, e leader nel settore del gioco d’azzardo in Europa e America Latina. Codere gestisce circa 57.000 terminali di gioco, 186 sale gioco, oltre 1.300 punti scommesse e 3 ippodromi. Si tratta dunque di una realtà molto estesa che impiega molte professionalità: in una sala da gioco reale non c’è bisogno solo di croupier, ma anche di camerieri, inservienti, e di moltissimo personale che consenta al locale di funzionare alla perfezione. Alejandro Pascual ha dunque ben chiara la situazione complessiva, e afferma che ci sono due punti deboli nella gestione istituzionale del mondo del gioco d’azzardo. Il primo è il sottile confine tra gioco legale e gioco illegale: secondo l’amministratore delegato di Codere, infatti, le normative vigenti non sono sufficienti a fermare le forme illegali, anzi, sono spesso molto ambigue al punto da incoraggiarlo. In secondo luogo sono le leggi stesse, specie quelle recentemente varate dal governo italiano nell’ambito della Legge di Stabilità, a complicare ulteriormente le cose per chi si occupa di gambling. I provvedimenti che sono stati presi ad esempio come deleteri per il comparto sono quelli relativi alle restrizioni agli spot pubblicitari, che ora potranno andare in onda solo nella fascia oraria compresa tra le 22:00 e le 7:00. Inoltre, dal 2016 non è più possibile installare delle nuove slot machine, ma al massimo si possono sostituire quelle già esistenti. Se da un lato poi è previsto un aumento delle tassazioni, dall’altro viene diminuita la soglia percentuale da destinare alle vincite (70 anziché 74%). Secondo Pascual tutto questo rende sempre più difficile per i gestori accattivare il pubblico, vista anche l’enorme concorrenza che viene fatta dalle forme di gioco on line. Codere è sempre stata rispettosa delle leggi, ma allo stesso tempo vorrebbe che chi si occupa di stilare la normativa facesse più da vicino in conti con la realtà del settore, e ascoltasse i suggerimenti di chi ci lavora da sempre. D’altro canto, secondo Pascual le sale da gioco reali non potranno mai perdere il loro appeal anche di fronte alla crescita del virtuale, poiché ha un elemento in più che in molti amano, ed è la possibilità di aggregazione.