I giovani e il gioco d’azzardo

Ricerche statistiche recentemente rese pubbliche hanno tracciato un quadro complessivo delle fasce più giovani della popolazione italiana che lascia ben poco spazio alla speranza nelle “future generazioni”, che già da giovanissime sembrano inesorabilmente avviate su un percorso di corruzione e degrado davvero desolante.

I dati raccolti dal nono rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dimostrano infatti come i ragazzi che si trovano in un’età compresa tra i 14 e i 17 anni abbiano uno stile di vita ben poco consono a loro. I primi numeri che emergono e che lasciano stupiti sono quelli relativi al gioco d’azzardo: il 13% del campione considerato dice di giocare on line, soprattutto di piazzare scommesse sportive relative al gioco del calcio. Circa il 29% non gioca on line ma direttamente nelle sale fisiche, oppure alle slot machine che non è difficile trovare in bar e tabaccherie un po’ ovunque nelle nostre città. Questo dato, se possibile, è ancora più preoccupante, perché spesso frequentare questi luoghi conduce anche ad avere contatti con ambienti poco chiari e poco raccomandabili che possono condurre in breve tempo la vita di un adolescente in un baratro senza ritorno. Il gioco d’azzardo non è che uno dei molti vizi che i giovani confessano candidamente di avere: fumo, droghe, sesso e alcolici sono praticamente la norma per più della metà dei ragazzi intervistati, che inoltre dimostrano di avere una forte propensione all’uso dei social network, spesso senza applicare alcun senso critico o morale. Per il 60% di loro pubblicare foto a sfondo sessuale compete solo alla privacy di ognuno e si può fare tranquillamente, volendo. I rapporti familiari, dal quadro complessivo che emerge, sono praticamente assenti, visto che questi ragazzi passano la stragrande maggioranza del loro tempo a guardare la televisione, a navigare in internet usando il computer ma più spesso lo smartphone. Tutto questo però, ancorché preoccupante, rientrerebbe in un normale quadro di una generazione adolescenziale ancora alla ricerca di un’identità propria e insofferente ad ogni genere di legame e di imposizione. Il dato che appare davvero anomalo è la propensione di ragazzi così giovani al gioco d’azzardo, vizio che si immagina maggiormente legato a persone adulte che cercano in una grossa vincita il riscatto da una vita di sacrifici e privazioni economiche. Da quanto si può cercare di indovinare, grazie anche all’aiuto di esperti e psicologi, il motivo si potrebbe rintracciare in primis nell’estrema facilità di accesso al gioco, sia on line che reale, che chiunque al giorno d’oggi ha in Italia. Si parlava delle macchinette, delle slot machine che, nonostante la normativa stia cercando di arginarle, continuano ad imperversare e a rappresentare una facile tentazione: ma è soprattutto il martellamento mediatico che fa apparire il mondo del gioco d’azzardo come un rifugio appetibile, come un passatempo spensierato.

La recente Legge di Stabilità ha imposto dei limiti agli orari in cui si possono trasmettere in televisione le pubblicità relative a qualunque forma di gambling, ma questo non basta; pubblicità di altro genere, sui siti web, sulla carta stampata e radiofonica, continua a proliferare e a far crescere l’ideologia della “svolta”. Con una grossa vincita al gioco ci si sistema per la vita, non si deve più lavorare e si può fare la vita del nababbo: questo è il messaggio che viene fatto passare ogni giorno, e sovente è lo Stato italiano stesso, attraverso i Monopoli, a fomentare questa pericolosa deriva della gioventù sempre più smarrita in un mondo privo di valori che non siano quelli economici.