I minori e il gioco d’azzardo

Le patologie legate al gioco d’azzardo un tempo riguardavano soltanto gli adulti, per via del fatto che entrare in una sala da gioco non era possibile per un minorenne. Al giorno d’oggi invece le ludopatie possono colpire chiunque, visto che chiunque ha la possibilità di avvicinarsi al gambling on line.

È vero che la maggior parte dei casinò on line teoricamente non permette l’iscrizione di chi non è maggiorenne, ma si tratta di regole facilmente eludibili: un numero sempre maggiori di ragazzi ,dicono le statistiche, grazie all’utilizzo degli smartphone passa con facilità dai giochini elettronici al gioco d’azzardo, impiegando ovviamente non i propri soldi ma le risorse familiari. Secondo gli esperti, inoltre, sono proprio i più giovani quelli maggiormente esposti al rischio delle ludopatie, insieme agli anziani che sovente dilapidano la loro intera pensione. A spiegare i motivi per cui i genitori dovrebbero osservare più da vicino quello che i loro figli combinano quando hanno il telefonino in mano è uno dei maggiori esperti del settore, il dottor Giovanni Serpelloni. Serpelloni è oggi direttore del Dipartimento Dipendenze e Centro di Medicina Comunitaria della ULSS 20 di Verona; inoltre è stato a capo del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri fino al 2014. Dunque conosce molto bene la materia per esperienza diretta, e racconta come i giovani siano facili prede del gioco d’azzardo per svariati motivi. Il primo è puramente genetico: le statistiche dimostrano infatti che un giovane è più propenso a dedicarsi al gambling e a diventarne dipendente se nella sua storia familiare ci sono già precedenti casi di dipendenza (padre o nonno). Ci sono poi i meccanismi che scatenano qualunque tipo di dipendenza, anche quelle dalle droghe o agli alcolici, ed è il bisogni di gratificazione. Molto spesso non è importante la vincita che si consegue, e nemmeno conseguire una vincita: è il fatto di riuscire a vincere in sè che scatena il bisogno di continuare a giocare. Tanto è vero che spesso chi è dipendente dal gioco non si ferma neppure dopo una grossa vincita, al punto da dilapidarla completamente. Da ultimo bisogna considerare la facile impressionabilità dei ragazzi, che vengono bombardati da messaggi pubblicitari che li porta ad avvicinarsi con leggerezza ad un mondo di cui non conoscono tutti i pericoli. Il dottor Serpelloni ricorda di aver visto durante un viaggio all’estero, che in un’area adibita ai giochi per bambini in aeroporto erano state piazzate anche delle piccole slot machine che anziché erogare denaro erogavano dolci. Ecco dunque che il bambino viene “educato” fin dalla più tenera età al gioco, tanto che per lui diventa unì’attività normale di cui non può percepire le insidie se nessuno glielo dice. La cosa peggiore, continua Serpelloni, citando ancora una volta esperienze personali, è che un giovane che cade preda della ludopatia finisce poi in una spirale perversa dalla quale per lui è quasi impossibile uscire. Inizia a dipendere dal gioco, poi spesso passa anche alle altre dipendenze, ovvero dall’alcol e infine dalle droghe, a partire dalla marijuana fino ad eroina e cocaina. Infine, per procurarsi il denaro che gli serve per soddisfare tutti i suoi “vizi”, inizia a rubare in casa. Purtroppo, conclude il dottore, per un familiare non è facile rendersi conto di quanto sta accadendo se non quando la situazione è ormai degenerata. In questo momento però è necessario rivolgersi subito a chi possa prestare aiuto, non solo all’ammalato ma anche alla sua famiglia.