Il gioco d’azzardo in Italia e la necessità di regole

Il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) è un’associazione spontanea che è nata in Italia per monitorare con attenzione un fenomeno che continua a crescere, spesso presentando risvolti preoccupanti, vale a dire il gioco d’azzardo. Il gioco d’azzardo legalizzato è fonte di introiti molto sostanziosi per le casse dello Stato: si calcola che nel 2016 il fatturato complessivo che è derivato dal gambling, on line e fisico, ha fruttato all’Erario statale ben 96 miliardi di euro, una cifra che è superiore al fatturato anche delle più grandi imprese nazionali.

In sostanza il Governo non può rinunciare a questa notevole entrata che fa molto comodo per rimpinguare le sempre più vuote casse statali; ciò non toglie però che il Governo sia anche l’ente chiamato a tutelare il benessere dei cittadini che spesso è messo a rischio da comportamenti irresponsabili nei confronti del gioco d’azzardo. Se è vero che ognuno di noi deve anche essere responsabile di se stesso e deve quindi essere in grado di autodeterminarsi, è vero anche che la facile accessibilità al gioco rende i soggetti più deboli facilmente preda delle ludopatie. A fare luce sulla situazione generale nel nostro Paese è un rapporto di recente pubblicato da Cnca e basato sui dati raccolti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il report si intitola “Gioco d’azzardo: i numeri di un mercato fuori controllo” e danno un quadro abbastanza chiaro della diffusione ormai abnorme che hanno le macchinette slot machine e i punti vendita di Gratta&Vinci, i gestori del Lotto e delle scommesse sportive (per non considerare il proliferare dei casinò on line che garantiscono l’anonimato e l’alienazione). In Italia tra il 2006 e il 2016 sono stati persi dai giocatori 181 miliardi di euro, per un fatturato complessivo di 760 miliardi di euro. Si fa il punto su quanti siano i luoghi fisici nei quali è possibile giocare alle diverse attività legate al gambling on line: le sale VTL sono quasi 5 mila e gli esercizi che hanno installate macchine slot machine sono oltre 85 mila. Le regioni in cui vi è una maggiore concentrazione di questi dispositivi sono il Lazio, la Lombardia e la Campania. Il report va poi ad analizzare le illegalità che ancora vengono commesse nel mondo dell’azzardo. Quando il gambling è stato legalizzato e regolamentato si credeva che la malavita in questo settore sarebbe stata completamente debellata. Purtroppo però le cose stanno ben diversamente: continua a proliferare un pericoloso sottobosco, come dimostrano le numerose infrazioni che sono puntualmente rilevate (e chissà quante restano impunite). In questo senso terreno particolarmente fertile è il web, dove ancora esistono siti che esercitano il gioco d’azzardo senza aver avuto l’autorizzazione dei Monopoli di Stato. A seguito della situazione rilevata, il Cnca ha messo in moto una campagna che si chiama “Mettiamoci in gioco” il cui scopo è quello di mettere insieme diversi enti al fine di fare pressione sul Governo affinché infine si decida a regolamentare in modo più efficace l’intero comparto del gioco d’azzardo. Tra le richieste avanzate c’è quella di dare piena libertà ai sindaci per limitare gli orari in cui il gambling sia consentito sul territorio comunale; estendere il divieto di fare pubblicità al gioco d’azzardo in televisione e attraverso altri organi di informazione; dare nuove regole alle sale giochi in modo che le macchinette VTL e slot machine diventino meno pericolose. In definitiva si chiede al Governo di mettere il cittadino prima delle casse statali.