In Giappone presto potrebbero essere legalizzati i casinò

Anche se sembra incredibile, esistono ancora al mondo Paesi nei quali i casinò sono illegali: il Giappone è uno di questi, ed è così da oltre cento anni. Ma ben presto, forse entro la fine stessa del 2016, questo stato di cose potrebbe cambiare. Avendo infatti annusato le potenzialità economiche che potrebbero derivare dall’apertura di sale da gioco nell’arcipelago, il governo guidato da Shinzo Abe ha avanzato una proposta di legge che legalizzerebbe i casinò in una loro particolare declinazione già sperimentata a Singapore.

In sostanza, le sale per il gioco sarebbero inserite all’interno di strutture alberghiere dotate di tutti i comfort, chiamate Integrated Resort. Questa decisione è stata maturata in vista delle Olimpiadi del 2020: il governo sta già pensando a come fare per sfruttare i flussi turistici che questo evento porterà, e che già dal 2015 sembrano essere in crescita. L’apertura di sale da gioco sembra essere la via migliore, e la proposta è già stata approvata dalla camera bassa. Una volta che sarà passata anche dalla camera alta, diventerà effettiva. Non mancano però molte voci che si oppongono a questa decisione che viene considerata assolutamente senza senso. Per i partiti dell’opposizione, infatti, le sale da gioco stanno perdendo clienti in tutto il mondo, e quindi non servirebbe ad incrementare il turismo aprirne di nuove in Giappone. Un effetto però i nuovi casinò lo otterrebbero, e sarebbe quello di aumentare la massa di disperati che dilapidano le loro fortune al gioco, nella speranza di una vincita che cambi loro la vita. Difatti, per quanto i casinò in Giappone siano stati fino ad ora illegali, questo non vuol dire che nel Paese non esista in assoluto il gioco d’azzardo. Tanto per cominciare sono considerate legali, e quindi ammesse, le scommesse sportive su gare di cavalli, di motoscafi, di ciclismo e motociclismo. Poi c’è un altro gioco molto popolare che ricorda da vicino il nostro flipper. Si chiama Pachinko ed è una macchina dove le biglie scendono dall’alto e il giocatore deve farle finire in apposite slot. Queste macchine, per essere attivate, richiedono l’immissione di banconote da 1000 yen ed esistono dei luoghi in cui è possibile giocare a Pachinko. Questa forma di gioco è tollerata ma non è del tutto legale. Infine c’è il gioco d’azzardo illegale, un mercato florido e sotterraneo che costituisce una delle principali fonti di reddito per la mafia locale, la cosiddetta yakuza. Il gioco d’azzardo è dunque una realtà che già causa molti problemi al Giappone e c’è chi, come Shigeyuki Tomita, dirigente del Komeito, partito che pure appoggia il governo in parlamento, ritiene che la legalizzazione dei casinò sarà una rovina per il Paese. Dello stesso avviso sembra essere anche la maggior parte della popolazione nipponica, circa il 70%, stando ai sondaggi. Ma c’è anche chi invece considera i notevoli vantaggi economici che si avrebbero se la legge passasse in parlamento. Secondo il noto ed autorevole giornale “Financial Times” con la legalizzazione dei casinò Tokyo avrebbe il controllo su un’industria capace di fruttare 40 miliardi di dollari all’anno, senza considerare l’indotto. Infatti è facile immaginare che molti investitori verrebbero attirati dal nuovo mercato che si aprirebbe, per la costruzione degli Integrated Resort. Insomma, sul piatto della bilancia ci sono due diverse istanze: da una parte i possibili introiti derivanti dal gioco d’azzardo nei casinò, dall’altro il rischio di degenerazione del tessuto sociale che esso potrebbe portare nelle città nipponiche.