La lotta al gioco d’azzardo con il nuovo governo

Il gioco d’azzardo patologico è purtroppo una realtà molto sensibile nel nostro Paese, e sembra che il nuovo governo formato dal patto Lega Nord- Movimento 5 Stelle voglia dare una decisa stretta in questo senso. La “bestia nera” individuata da Luigi Di Maio, leader pentastellato e Ministro dello Sviluppo Economico con delega alle Telecomunicazioni, è il gioco on line, che in Italia ha ancora un’incidenza inferiore rispetto ad altri paesi europei, specie quelli del Nord Europa, ma crescente.

Negli ultimi anni, infatti, si sono moltiplicati tra la popolazione i dispositivi capaci di accedere ad internet, e soprattutto la possibilità di connettersi ad alta velocità e a costi irrisori. Circa dieci anni fa, poi, sono apparsi i primi casinò on line anche nel nostro Paese, dopo che i Monopoli di Stato li hanno regolarizzati. Al giorno d’oggi ne esistono moltissimi on line, soprattutto di gestori esteri che riportano il regolare marchio AAMS. Il gioco virtuale è quello che ha coinvolto anche i minorenni, nonostante esistano delle restrizioni, e che ha fatto avvicinare all’azzardo fasce di popolazione che in passato non avrebbero mai neppure pensato di andare in una sala scommesse o in un casinò. Giocare on line è facile e veloce, e apparentemente non si ha neppure la percezione del denaro che si sta investendo. Basta collegarsi con il computer o, più spesso, con lo smartphone, e poi si può giocare a qualunque ora, e da qualunque luogo con i dispositivi portatili. Ciononostante Luigi Di Maio è ben deciso a non dichiarare fuorilegge il gioco on line, questo perché ritiene che possa costituire un buon argine all’illegalità. L’ambito nel quale Di Maio intende agire è quello delle pubblicità: infatti è ben deciso a vietarle in toto, in qualunque forma, da quella televisiva alla sponsorizzazione di eventi. Questa misura fa parte del cosiddetto “Decreto Dignità”, che quindi pone l’accento sul fatto che la dipendenza dal gioco d’azzardo spesso finisca per togliere la dignità a chi ne è affetto. E non sembra possibile dargli torto, visti i dati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato forniti al Sole24Ore. Secondo i numeri raccolti dai Monopoli di Stato, appare evidente come esista una stretta correlazione tra disoccupazione e diffusione del gioco d’azzardo. Se si confrontano sulla mappa dell’Italia le regioni che nel 2017 hanno fatto registrare il maggior tasso di disoccupazione, specie giovanile, e quelle in cui si è avuta la maggiore raccolta da gioco d’azzardo, appare evidente come molto spesso queste aree combacino. In sostanza, chi perde il lavoro, e spesso anche la speranza di trovarne uno, individua nel gioco d’azzardo la sua possibile via d’uscita, in quanto modo semplice e veloce per fare soldi. Ovviamente le cose stanno ben diversamente, ma la disperazione spinge un soggetto a credere che la soluzione ai suoi problemi possa essere in un tagliando del Gratta & Vinci. Questa illusoria aspettativa viene vieppiù alimentata dalle pubblicità, che fanno passare il messaggio secondo il quale il gioco è “innocuo” ma soprattutto, spendendo cifre irrisorie, ti può permettere di cambiare radicalmente la tua vita. Questo è dunque quello che Luigi Di Maio ha affermato di voler fermare: i messaggi che fanno credere che il gioco d’azzardo sia un passatempo senza conseguenze. A tale scopo ha affermato di voler eliminare ogni forma pubblicitaria, su ogni mezzo e in qualunque fascia oraria.