Gli enti del gioco non lecito a Genova

Attualmente risultano essere cinquantuno, fra i quali venticinque collocati unicamente all'interno del comune genovese. Questa è la quota riferibile agli enti di erogazione delle informazioni, o  enti di erogazione di servizi di gambling che non presentano licenza, contati in regione dall'ADM, l'agenzia delle dogane e dei monopoli italiana. Alla stregua di ciò che risulta essere incluso in una informativa comunicata presso gli enti del ministero recentemente diffusa.

Le quote si vedono attualmente convalidate dal questore genovese, il quale si produrrà in un numero significativo di monitoraggi riguardanti i sistemi di slot machine, in linea con ciò che sta avvenendo in diversi comuni del paese, tra cui il comune bolzanese su tutti, a seguito della messa sotto denuncia dell'esistenza di più di settanta sistemi di riscossione presenti nell'intero territorio. Nel trattare nel dettaglio la condizione di Genova si presenta il direttore di totoricevitori Giorgio Pastorino, il quale, a seguito della distribuzione delle normative comunali riguardanti un incremento di Ctd significativo. Risultano essere una quantità esigua, ma si pensa che siano significativamente in numero maggiore, ma evidentemente non sempre compaiono attraverso pubblicità visibili, dichiara il presidente del sindacato totoricevitori sportivi. All'effettivo, così come sottolineato, il calcolo corrisponde a inizio settembre e, in base alle comunicazioni giunte dagli operatori, l'incremento del numero degli enti di riscossione che non posseggono licenza proseguirebbe a una velocità sostenuta, per quelle che sarebbero quantità ulteriormente incrementate. Attraverso l'intero comparto del gioco pubblico, negli ultimi tempi si è rivelata necessaria una azione nei confronti i competitor Ctd, sovente accostati agli esercizi in cui vige la licenza. Esistono perplessità a riguardo di una azione nei confronti di tali luoghi presentata in parlamento. La quele, da una parte, calmiererebbe gli equilibri, dall'altra parte risulterebbe al contrario futile, alla luce del fatto che le ottemperanze di cui risultano soggetti gli enti di concessione non risultano connessi al finanziamento fiscale. Rimarrebbero, in ogni caso, ulteriori obbligazioni per quanto concerne i termini burocratici e concernenti il fisco. Questa strutturazione, in base a ciò che ha affermato il presidente, dovrebbe rappresentare un'unica egida, burocratica e legale, alla luce del fatto che non potrebbero presentarsi delle situazioni comuni, in questo senso. Attualmente risulta sufficiente la tassazione riguardante i Ctd, ma nel frattempo il recente concorso viene contemplato anche a livello governativo, secondo cui ci debbano essere delle norme in linea con quelle che sono le decisioni centralizzate da parte dello stato. Quello in cui possiamo produrci, in termini di supervisione comune, riguarda le sentenze Tar, da cui non è giunta una richiesta formale. Alla stregua di ciò che si è presentato presso il tribunale lombardo, in cui recentemente risultano essere state erogate due decisioni contraddittorie riguardo alla liceità della normativa locale inerente al territorio milanese, concernente i tempi di apertura degli esercizi. Per quanto riguarda il rischio, dichiara Pastorino, va menzionato come, attualmente, si sia dato il via a una situazione non sufficientemente evidente, per cui non è chiaro se risultano presentarsi azioni in diretta lotta nei confronti dei Ctd, i quali saranno capaci di proseguire in questo senso. Nei prossimi giorni, l'intero comparto degli esercenti della rete prenderanno parte a un gruppo di colloqui presso ADM, allo scopo di formulare delle iniziative concernenti l'attuale situazione.