Ludopatie e criminalità organizzata

Il problema della dipendenza dal gioco d’azzardo è una realtà ormai conclamata in molti Paesi del mondo, Italia non esclusa, ma forse non ancora presa in adeguata considerazione. Quello che spesso si sottovaluta rispetto a fasce di popolazione che diventano schiave del gambling sono le conseguenze sociali che esse portano con sé.

Chi perde denaro al gioco non rovina solo se stesso e la sua famiglia, ma crea anche moltissime ripercussioni, come ad esempio il proliferare della criminalità, specie dell’usura. La situazione è preoccupante un po’ in tutta Italia, ma sembra particolarmente drammatica in Puglia e specialmente nella provincia di Taranto, in base a quanto si è potuto rilevare dai dati raccolti in un lavoro congiunto tra le Agenzie dei Monopoli di Stato e la Direzione Nazionale Antimafia. La provincia di Taranto si trova al 32esimo posto tra tutte le province italiane per quel che riguarda il numero degli scommettitori; la spesa totale che viene fatta nell’ambito del gioco d’azzardo è di oltre 600 milioni di euro, vale a dire 1100 euro pro capite annui. Taranto spicca anche per quel che concerne il numero dei locali in cui sono collocate delle slot machine: si trova infatti al 19esimo posto nella classifica nazionale. Praticamente c’è una macchinetta slot per ogni 530 abitanti. Una concentrazione molto elevata e davvero preoccupante, in base a quanto dice il criminalista Michele Cagnazzo il quale si occupa soprattutto di indagare i rapporti che ci sono tra il mondo del gioco d’azzardo e quello della criminalità organizzata. Purtroppo, dice Cagnazzo, si fa presto a tirare le somme. Più è alto il numero delle slot machine presenti su un territorio, più sono alte le cifre che vengono perse da chi si cimenta a queste macchinette. Secondo le statistiche, almeno il 51% degli abitanti di Taranto ha giocato almeno una volta. Le persone che possono cadere vittime di ludopatie non hanno un profilo ben preciso. Si tratta di soggetti di ogni fascia di età, di operai e studenti, di casalinghe e disoccupati. Il minimo comune multiplo che si può trovare è la disperazione indotta dalle difficoltà economiche. Paradossalmente, continua Cagnazzo, più le tasche dei cittadini si svuotano e più crescono le somme che vengono investite nel gambling. La speranza che muove i disperati è ovvia, ed è quella di una vincita milionaria e risolutiva che dia una svolta ad una vita trascorsa a barcamenarsi tra le difficoltà economiche. Speranza che viene fomentata, miraggio che viene sventolato davanti agli occhi dei malcapitati che spesso finiscono anche per diventare vittime degli usurai per poter continuare a cimentarsi nel loro vizio anche dopo aver dato fondo a tutte le loro risorse residue. Solo una piccola percentuale delle persone che cadono vittima delle ludopatie si rende conto, ad un certo punto, sempre troppo tardi, che è necessario farsi dare una mano per risalire la china: quindi si rivolgono ai SERT, i centri di servizio per le tossicodipendenze. Secondo i dati raccolti a Taranto ogni anno il numero di soggetti che si rivolgono al SERT cresce del 50%. Nel 2015 sono stati 200, molti dei quali donne tra i 40 e i 50 anni. Dati non certo rassicuranti, e lo appaiono ancor meno se si considera quanto detto sopra, ovvero che ci sono moltissime persone che semplicemente non prendono consapevolezza del loro problema e quindi nemmeno chiedono aiuto. In conclusione, Cagnazzo dice che è necessario che siano le Amministrazioni Comunali a correre ai ripari emanando una normativa più rigida relativamente al gioco d’azzardo.