Ferrara e gli esercizi commerciali “slot free”

Il fenomeno della ludopatia, ormai è conclamato, è molto diffuso in Italia. La ludopatia è la dipendenza patologica dal gioco, che nasce a seguito di una situazione di disagio di cui sicuramente il gioco in sé non è l’unico responsabile, ma che può venire aggravata da molti fattori.

In particolar modo, si denuncia spesso il fatto che per le persone comuni è diventato sempre più facile avere la possibilità di scommettere o puntare i propri soldi nella speranza di ottenere una vincita. Ad esempio, sono proliferate le sale Bingo, esistono numerosi casinò on line dove si può giocare comodamente da casa, e ci sono locali, esercizi comunissimi come bar e luoghi di ristoro, dove vengono posizionate delle slot machine. Al fine di contrastare quest’ultimo fenomeno, una legge regionale dell’Emilia Romagna, la L.R. 5/2013, ha istituito uno speciale marchio, “slot freeE-R”, all’interno di una più ampia strategia di provvedimenti definita “Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco patologico 2014-2016”. Grazie a questa normativa, e a successive delibere dell’Assemblea Legislativa, si è dato potere ai Comuni di assegnare tale marchio, che si esplica in una vetrofania da applicare al di fuori dell’esercizio commerciale, a tutti quei locali pubblici che decidano di non installare al loro interno le macchine automatiche per giocare alle slot. Il progetto ha raggiunto la sua completezza in questi giorni, ed è stato ufficialmente presentato il giorno 15 luglio 2015 presso il Comune di Ferrara, dove si è tenuta una conferenza nella Sala degli Arazzi alla presenza di vari personaggi che hanno contribuito alla buona riuscita del progetto. C’erano Chiara Sapigni, assessore alla sanità, ai servizi alla persona e all’immigrazione; Roberto Serra, assessore al commercio, Evelina Benvenuti, dirigente comunale del settore commercio, e i rappresentanti di varie associazioni di promozione sociale e di categoria. Si è dunque esposto ai giornalisti il senso dell’istituzione del marchio “slot freeE-R”: tutti gli esercenti che vorranno aderire all’iniziativa non dovranno fare altro che presentare la loro domanda in Comune, tramite PEC, fax, o consegnandola personalmente all’Ufficio Protocollo. In seguito, gli addetti incaricati dal comune faranno gli accertamenti del caso, verificando che l’esercizio che ha effettuato domanda ottemperi ad uno dei seguenti requisiti: che non abbia mai dato l’avvio all’iter necessario per avere delle slot machine, o altri dispositivi per il gioco; che possieda l’autorizzazione per l’installazione, ma che decida di non darle seguit; che abbia posseduto delle slot machine, ma le abbia poi rimosse; che non ospiti uno dei cosiddetti "totem telematici" che servono per giocare on line. Se il locale viene riconosciuto adeguato, viene concesso il marchio. Esporre la vetrofania “slot freeE-R” vuol dire non solo dare un chiaro e concreto segnale della propria adesione alla lotta contro le ludopatie, ma anche venire coinvolti, in seguito, in una serie di manifestazioni ed iniziative pubblicitarie che offriranno visibilità a tutti gli esercenti aderenti. Dall’altro lato, i cittadini saranno liberi di poter scegliere in quale locale entrare e in quale no, sapendo in anticipo se all’interno sono installate delle slot machine, o altri dispositivi per il gioco d’azzardo che prevedono l’utilizzo di denaro. Tutti i gestori interessati hanno potuto iniziare a presentare le loro domande già dal 15 di luglio. L’iniziativa di Ferrara e della Regione Emilia Romagna può diventare un esempio da seguire anche per il resto della penisola.