Il monumento della discordia contro la ludopatia a Sampierdarena

Gli artisti sono coloro che riescono ad essere maggiormente sensibili nei confronti di problematiche sociali. Questo è ancor più vero se l’artista in questione vive ed opera in una zona geografica che è fortemente colpita da un particolare fenomeno.

Nello specifico, si parla dell’artista genovese Alfonso Bonavita, uno scultore le cui opere sono presenti in molti importanti cataloghi, e del fenomeno della ludopatia, che nel territorio ligure, e in particolar modo nel primo ponente genovese, dove si sono moltiplicate le sale da gioco in pochissimi anni. Bonavita ha osservato il fenomeno con crescente preoccupazione: stando alle sue stesse dichiarazioni, ha potuto osservare con i suoi stessi occhi famiglie rovinate dalla dipendenza dal gioco, deprecando soprattutto l’indifferenza in cui spesso persone perdono la propria dignità, dopo aver perso ogni bene terreno. Così, ha deciso di avanzare una proposta al comune ligure di Sampierdarena. La scelta è caduta su questa cittadina perché qui il numero di locali in cui è possibile giocare è davvero altissimo. Ottenuta l’approvazione dal Consiglio Comunale, Bonavita si è messo all’opera: il suo progetto era quello di realizzare una scultura che attirasse l’attenzione del pubblico sul fenomeno della ludopatia, che troppo spesso viene sottovalutato, quando non del tutto ignorato. La scultura, Bonavita si è offerto non solo di realizzarla, ma anche di collocarla totalmente a proprie spese, senza chiedere alcun contributo al Comune, se non il suo beneplacito. Il risultato delle sue fatiche è stato una sorte di “palo della cuccagna” in negativo. Infatti, la scultura consta di un alto palo conficcato in un blocco di calcestruzzo, che raffigura un dado. Sul palo si arrampicano un uomo e una donna, che vengono impigliati nel loro procedere da una rete, e che tendono verso dei sacchi gonfi di denari, collocati in cima al palo. L’opera, che l’artista ha intitolato “Game over”, inizialmente doveva essere collocata nella centrale piazza Vittorio Veneto; in seguito si è preferito largo Jursè, che si trova proprio attigua alla zona degradata della città. Man mano che si avvicinava il giorno previsto per l’inaugurazione, ovvero il 26 giugno 2015, Bonavita ha visto montare l’ostilità di una parte del la Giunta Comunale nei suoi confronti. Infatti, se da una parte la sua richiesta ha avuto l’appoggio e il sostegno persino del presidente del Consiglio Matteo Renzi, è pur vero che fin dal primo momento alcuni rappresentanti del comune di Sampierdarena si sono dichiarati contrari all’installazione. Nello specifico, si tratta di Daniela Minetti, capogruppo PD, e Fabrizio Maranini, capogruppo Idv. Le motivazioni dell’opposizione sono nel fatto che, a loro detta, il monumento potrebbe essere frainteso, venendo colto come un incoraggiamento al gioco d’azzardo, piuttosto che come un deterrente. Inoltre, si teme che venga leso il buon nome del comune, e che la sua immagine ne subisca un notevole danno. Così, all’inaugurazione che si è regolarmente svolta il giorno 26 giugno 2015 alle ore 18:00, gran parte dei rappresentanti istituzionali del comune di Sampierdarena non erano presenti, ma Bonavita non se n’è dato per inteso. Infatti, ora il suo “Game over” svetta al centro di Largo Jursè, monito a fare attenzione al miraggio dei guadagni facili. I messaggi di appoggio e sostegno che lo scultore ha ricevuto, dall’altra parte, sono sati moltissimi, il che fa ben sperare che il suo messaggio non possa essere frainteso, e che la ludopatia sia un male che può essere sconfitto.