Mutui e case: crisi nera nel 2012

Nell'anno passato il numero di compravendite immobiliari sembra essere tornato indietro di quasi trent'anni, e questa tendenza si sta confermando sempre più anche nei primi mesi del 2013. Gli esperti di mercato collegano a quest'analisi il fatto che si erogano sempre meno crediti, ma soprattutto mutui per poter acquistare degli immobili, nonostante la crescita esponenziale di siti e piattaforme destinati allo sviluppo e confronto di mutui on line.

La conferma ufficiale di questo fatto arriva anche dall'Agenzia dell'Entrate che, sottolinea, il crollo del 43% quasi, di capitali erogati per mutui con iscrizione ipotecaria al fine di acquistare una casa. Ma non solo questo dato è in netto calo, infatti, il capitale medio per abitazione è sceso, nel 2012, da 135 mila euro a 125 mila euro, registrando un meno 6,7%. In discesa anche la durata media dei mutui per acquistare un immobile che passa da circa 25 anni e mezzo a quasi 23 anni.

Tasso variabile e le sue insidie

In decisa controtendenza, l'unico elemento indicatore che aumenta è quello relativo al tasso medio della prima rata, che dal 3,38% passa al 4,25%. Tuttavia, questo elemento in crescita, si può spiegare facilmente: infatti, l'Euribor, ossia il tasso di riferimento, scende, ma le banche e gli istituti di credito aumentano lo Spread del finanziamento, aumentando la somma della prima rata del mutuo sulla casa, rispetto ad un anno fa. Ma sia perchè le rate dei mutui si fanno sentire in modo deciso sulle situazioni familiari, sia perchè le banche sono restiee ad erogare mutui, è diminuita quasi dell'8% l'incidenza di individui fisici che acquistano una casa, senza ricorrere ad un mutuo.

Daniela Mancini, amministratore delegato di Casa.it, portale dedito al settore immobiliare che vanta quasi 5 milioni di utenze, sottolinea che i mutui immobiliari continuano ad essere di gran lunga quelli con tasso variabile, rappresentando il 60% del mutui erogati totali. Questo, continua la Mancini, potrebbe essere un problema di gran conto quando prima o poi i tassi si riprenderanno, salendo. Per quanto concerne, le seconde abitaziooni, le richieste di mutuo sono anche lì diminuite e, generalmente si aggirano intorno ai 70 mila euro massimo, con durate massime di 10 anni.

Previsioni per il 2013

La conseguenza della mancanza di credito, e la minore erogazione dei mutui, non accenna a stopparsi nel 2013, come il calo delle compravendite. Alla fine del mese di Febbraio, rispetto all'anno scorso, le compravendite sono inferiori del 9%, mentre, del 13%, l'offerta di case in vendita, sia nuove, che vecchie. Ora come ora, queste due esigenze non s'incontrano e non si vedono prossime schiarite in futuro. Per tutto l'anno 2013 la situazione resterà tale, con i prezzi ancora in discesa, mentre, con l'inizio del 2014 si vedranno ripartire di gran lunga le compravendite.

La causa di tutto ciò è dovuta certamente da tutta la crisi generale che sta colpendo l'Italia e non solo, ma anche dalla tassazione. L'incertezza futura e la non limpida trasparenza in termini di oneri di qualsiasi genere, rendite catastali e regolamenti vari, infatti, questo settore, correlato a quello dei mutui e finanziamenti, sembra che sia destinato a continuare oltre le aspettative tracciate dall'Agenzia dell'Entrate. Nell'anno 2012 le compravendite di immobili sono diminuite quasi del 30%, 24,9% per essere precisi, a quota 994 mila contratti stipulati: inoltre, questo calo supera il 30% per il settore residenziale, solo negli ultimi tre mesi dell'anno passato.