Panorama sul gioco d’azzardo in Italia

Periodicamente vengono redatti dei dossier che raccolgono i dati che riguardano il gioco d’azzardo. Il gioco d’azzardo, per quanto ormai legalizzato sia nelle sale da gioco che nella versione on line, è infatti un fenomeno sociale da tenere sempre sotto stretta osservazione. Solo avendo ben chiaro l’andamento della situazione, ovvero quante persone giocano, con quale frequenza, e con quali cifre, è possibile capire quando la situazione raggiunge livelli di allarme tali da richiedere l’intervento delle istituzioni.

Ad esempio, desta molta preoccupazione la diffusione del gioco d’azzardo anche tra i più giovani che, per quanto per legge non dovrebbero avere il permesso di dedicarsi ad attività ludiche a pagamento, spesso e volentieri aggirano la norma. Altro aspetto preoccupante è la crisi economica, che molto spesso spinge chi ha difficoltà di denaro a credere che una vincita al gioco possa essere la soluzione a tutti i suoi problemi. Vediamo ora qual è il quadro attuale dei giocatori d’azzardo italiani, secondo il ritratto che hanno stilato Espad e Ipsad dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) sulla base dei dati raccolti nel corso del 2017. Il primo dato che spicca è quello relativo al numero di persone che ha giocato d’azzardo. Parliamo di ben 17 milioni di gamblers, a fronte dei 10 milioni del 2014. Il dato consolante, però, è che è diminuito il numero dei giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni che si sono dedicati al gioco d’azzardo. In media, giocano di più gli uomini che le donne, con circa 15 punti percentuali di differenza. Meno rassicurante, però, è constatare che cresce il numero dei cosiddetti “giocatori problematici”, vale a dire quelli che presentano dei tratti di dipendenza tali che potrebbero trasformarsi in ludopatie. Si calcola infatti che nell’anno passato siano stati individuati circa 400 mila casi di persone affette da dipendenza dal gioco, numero in netta crescita rispetto agli anni precedenti. Sono diminuiti, di contro, gli studenti con tratti problematici, specie nelle regioni del centro nord, mentre al sud la situazione continua a restare sopra i livelli di guardia. Il dossier del CNR passa poi ad analizzare quelli che sono i giochi d’azzardo più amati dagli italiani: tra i giocatori adulti primeggiano le lotterie istantanee, più note con il nomignolo di “Gratta&Vinci”, preferito da circa il 74% dei giocatori. Seguono altri giochi nazional-popolari quali il Lotto e Super Enalotto, e subito dopo vengono le scommesse sportive. Il Gratta&Vinci è il gioco più amato anche dai ragazzi giovani, in prevalenza dalle ragazze, I maschietti prediligono le scommesse sportive, decisamente meno popolari tra le donne. Al campione che è stato preso ad oggetto dello studio è poi stata fatta una domanda di fondamentale importanza per capire la psicologia del giocatore medio: si è chiesto agli intervistati se fossero convinti di poter diventare ricchi con il gioco d’azzardo. La percentuale di chi ha risposto di sì è di tutto rispetto, ben il 39,1%. Oltre il 60% è inoltre convinto che giocando d’azzardo non abbia peso solo la fortuna, ma anche le abilità personali, specie ai giochi di carte come il poker. Quando però si è chiesto se nel corso dell’anno fossero state più le vincite che le perdite, il 40,1% degli intervistati ha ammesso di aver perso. Solo l’11,9% ha affermato di aver vinto, mente tutti gli altri sono andati in pari tra cifre giocate, perse e vinte. L’ultimo dato considerato è la spesa media pro capite. In genere, gli adulti spendono meno di 10 euro mensili (oltre il 60%) anche se c’è chi afferma di giocarsi oltre 200 euro al mese (il 14,9%). Risulta che parecchie migliaia di italiani si sono trovate in difficoltà economiche per via del gioco, o hanno messo in difficoltà qualcun altro.