Polemiche sul nuovo sponsor della Nazionale di Calcio

Che il calcio, e gli sport in generale, siano fortemente legati al mondo dell’azzardo non è certo una novità. L’Italia è uno dei Paesi al mondo dove si effettuano il maggior numero di scommesse sportive e dove il volume di denaro movimentato dai vari giochi che sono legati a questa realtà (ne esistono ormai a decine) è davvero considerevole.

Secondo i dati resi noti, nel 2014 nel nostro Paese sono stati ispesi per il gioco d’azzardo ben 85 miliardi di euro: cifra davvero impressionante, soprattutto se si considera il drammatico risvolto che cela, ovvero il problema delle ludopatie. La polemica è sempre accesa. Da una parte, lo Stato è il principale fornitore dei giochi d’azzardo tramite i Monopoli, visto che essi assicurano degli introiti notevoli nelle casse erariali. Dall’altro, però, lo Stato dovrebbe anche vigilare sulla salute dei suoi cittadini: le ludopatie comportano ogni anno un costo che va a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Infatti il Ministero della Salute porta avanti delle campagne contro la dipendenza dal gioco d’azzardo, cercando di tutelare in particolar modo le fasce di popolazione più giovani. Ciononostante appare evidente una sorta di dicotomia interna. Non può lo stesso ente farsi promotore e detrattore di una stessa realtà. A volte poi si verificano episodi che dimostrano come la lotta alle ludopatie possa diventare davvero impari, senza il sostegno delle istituzioni maggior. Ad esempio, in questi giorni ha fatto molto discutere il logo di un nuovo sponsor che è apparso sulle magliette dei giocatori della Nazionale di Calcio. Si tratta di Intralot, una delle principali agenzie che gestisce il gambling in Italia. Molte voci si sono subito levate contro la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) per chiedere che questo inopportuno sponsor venga rimosso al più presto. Tra i rappresentati politici che si sono fatti portavoce di questa istanza c’è anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. La motivazione sta nel fatto che sembra assurdo che venga pubblicizzata in modo tanto plateale una realtà che si occupa di scommesse sportive, e che questo avvenga proprio sulle magliette dei giocatori, o sui banner a bordo campo. I valori su cui si fonda (o sui quali dovrebbe fondarsi) il gioco del calcio sono valori sani, che stimolano la competizione leale e non devono invece spingere a raggiungere dei guadagni facili. Si è detto concorde con la Meloni anche Massimo Mauro, ex giocatore ed ex parlamentare, il quale ha detto che, se fosse stato ancora seduto in Parlamento, avrebbe sicuramente sollevato la questione. Ha aggiunto infatti che per lui “gioco” è sinonimo solo di “divertimento”, quindi i soldi non sono contemplati in nessuna maniera. Altrettanto chiara è l’opinione di un altro grande del calcio italiano, Dino Zoff, che ha fatto un paragone con quello che accadeva ai tempi in cui lui ancora giocava. Si è detto infatti certo che uno sponsor del genere non sarebbe mai stato accettato, soprattutto ha affermato che lui e i suoi compagni avrebbero espresso un parere negativo e si auspica che i giocatori della nazionale facciano sentire la propria voce. Se infatti i ragazzi che militano nella Nazionale under 21 non possono permettersi di parlare più di tanto, i titolari maggiori possono invece dire la propria. La polemica resta aperta, nonostante sia stato reso noto che i soldi di Intralot verranno devoluti per dare vita ad iniziative sociali.