La pubblicità della Tombola con l’elenco telefonico: è giusto?

Il gioco d’azzardo è una delle principali fonti di introito per lo Stato Italiano: si calcola che nel 2015 gli italiani abbiano speso nel complesso 88 miliardi di euro, con un guadagno netto per l’Agenzia dei Monopoli di Stato di 8 miliardi. La febbre del gioco però potrebbe presentare un conto molto più elevato in termini di ricaduta sociale, poiché la dipendenza dal gioco ha conseguenze molto gravi sia nella vita del singolo che su quella della collettività.

Anche i responsabili in sede istituzionale si sono resi conto della necessità di porre un freno a questa che, da una semplice forma di svago, potrebbe diventare una mania e una dipendenza non dissimile da quella da alcool e droghe, e per questo nella Legge di Stabilità il Governo Renzi ha deciso di limitare gli spot pubblicitari in televisione relativi al gioco d’azzardo legale. Ora infatti gli adv possono andare in onda solo dalle 22:00 alle 7:00 del mattino, mentre sono vietati in tutte le altre fasce orarie. Benchè appaia una mossa del tutto insufficiente dimostra come si sia compreso che una strada possibile per combattere le ludopatie consiste non tanto nello scoraggiare il gioco d’azzardo, ma quantomeno nel non portarlo direttamente a casa degli italiani. Per quanto infatti resti saldo il principio del libero arbitrio, e che se una persona decide di scommettere il proprio denaro lo fa in assoluta libertà e senza subire alcuna costrizione, è anche vero però che su caratteri meno forti la pubblicità possa esercitare un fascino irresistibile. L’aspetto più pericoloso degli spot, che siano televisivi o cartacei o radiofonici, è che fanno passare il messaggio secondo il quale il gioco d’azzardo è del tutto innocuo, cosa che non è affatto vera. A complicare ulteriormente le cose è arrivata nel mese di febbraio un’ultima trovata pubblicitaria che ha davvero tutto l’aspetto di un colpo basso. Da sempre nelle case degli italiani vengono recapitati gli elenchi telefonici, le cosiddette Pagine Bianche, affiancate dalle Pagine Gialle. Si tratta di due realtà fortemente consolidate nella penisola: le Pagine Bianche e Gialle fanno il loro ingresso nelle case italiane da quasi 90 anni; oggi raggiungono circa 17 milioni di italiani con 20 milioni di copie; oltre 300 mila imprese comprano inserzioni da pubblicare al loro interno e si calcola che il numero di consultazioni siano circa 1,3 miliardi. Insomma, un mezzo che più nazional popolare non si può. Ebbene, nell’edizione 2016 che è stata distribuita nel mese di febbraio all’interno dei volumi ci sono anche dei volantini pubblicitari che invitano gli utenti a giocare a Tombola.it, definito “il più grande sito di bingo in Italia”. Ma non è tutto: il volantino riporta anche un codice personalizzato che permette all’utente, una volta effettuata l’iscrizione, di poter cominciare a giocare avendo un bonus gratuito del valore di cinque euro. Praticamente impossibile resistere. L’offerta è davvero allettante, non comporta nessun impegno e permette di fare un tentativo di una volta, tanto per vedere come funziona. Il problema però è che in seguito potrebbe essere non così facile riuscire a smettere. Mauro Croce, che è uno dei maggiori esperti in Italia sul gioco d’azzardo, afferma che questa strategia di marketing è davvero subdola, poiché è personalizzata su ogni singola persona che si sente chiamata in causa, e soprattutto è veicolata da un mezzo sul quale tutti nutrono la massima fiducia, poiché è presente da molti anni nelle case degli italiani. Croce dice inoltre che questo tipo di advertising rovescia le prospettive: non è più il giocatore che deve muoversi ma il gioco stesso, in un certo senso, che va da lui. Insomma, praticamente impossibile sottrarsi al richiamo del gambling.