Scandalo a Prato per una pubblicità sul gioco d’azzardo

La ludopatia, ovvero la dipendenza patologica dal gioco d’azzardo che ormai viene considerata una vera e propria malattia, è una piaga sociale che ormai si è diffusa a macchia d’olio in tutta Italia (e non solo).

La crisi economica e la crescente difficoltà da parte dei giovani di trovare lavoro, oltre che degli anziani di arrivare a fine mese con la loro esigua pensione, stanno spingendo un numero sempre maggiore di persone a trovare una valvola di sfogo e un’opportunità  di riscatto nel gioco d’azzardo. Oltre ai casinò on line sono le slot machine e le macchinette VTL le principali responsabili di un fenomeno crescente, complici anche tutte le forme di gioco d’azzardo legalizzate dallo stato e quindi percepite come “innocue”. Il gioco, di per sé, è “innocuo”: ma purtroppo quando ad esserci in palio sono i soldi può capitare con troppa facilità che si oltrepassi un punto di non ritorno, e che nel tentativo di segnare il colpo che può cambiare la vita si finisca per dilapidare anche il poco che si aveva. Come si diceva tutto questo è ormai una drammatica realtà italiana, ma ci sono regioni più colpite di altre, come ad esempio la Toscana. Consultando i dati relativi alle autorizzazioni concesse ai locali per l’installazione di macchine slot machine si può notare come le zone che presentano i numeri più elevati siano tutte in Toscana: la provincia di Massa Carrara, la Valdinievole, e in particolar modo i centri di Montecatini, Chiesina Uzzanese e Monsummano, e infine la provincia di Prato. Nella provincia di prato ci sono moltissime sale da gioco, e le istituzioni, con il supporto di molte associazioni di volontari, si stanno impegnano al massimo per sensibilizzare la popolazione e metterla in guardia contro l’eccesso di dipendenza dal gioco d’azzardo. Per questo motivo ha fatto molto scalpore una pubblicità che è comparsa sui mezzi del CAP, le autolinee di Prato, oltre che sulle pensiline e nei luoghi di attesa dei mezzi pubblici. La pubblicità in questione è formata da un collage fotografico che mostra molte facce sorridenti; lo slogan è “Dipendenti dal gioco – creiamo lavoro anche dal gioco”. Sostanzialmente quindi si sottolinea il fatto che l’industria del gambling è una realtà positiva in quanto capace di aumentare i livelli di occupazione, dando impiego a mote persone diverse. Contro questo messaggio si sono immediatamente scagliate le associazioni Libera ed Emmaus. In particolar modo ha usato parole molto precise e circostanziate Luca Soldi, esponente del coordinamento di Libera nella provincia di Prato. Soldi ha infatti dichiarato che nessuno vuole sollevare un polverone o uno scandalo per un cartellone pubblicitario, ma ha ricordato come mandare un messaggio così subdolo possa aggravare una situazione già pesante di per sé. A Prato ci sono 40 sale giochi e le slot machine sono posizionate in oltre 200 locali pubblici; le persone colpite da ludopatia sono stimate in un numero compreso tra 900 e 3mila. Le occasioni per irretire persone deboli e fragili sono quindi già abbastanza numerose, ha detto Soldi, senza mettere in atto altre strategie per attirare introiti ulteriori al comparto del gambling. Inoltre non si devono trascurare i costi sociali che le ludopatie hanno sull’amministrazione pubblica, che spesso portano con sé altri fenomeni di degrado e malavita come l’usura. Per questo motivo tanto Libera che Emmaus hanno chiesto un intervento politico volto a far sparire al più presto la cartellonistica pubblicitaria incriminata dai luoghi di transito cittadini.