Le richieste della consulta sul gioco pubblico

Nelle prossime settimane inoltreremo, attraverso gli enti associati, una comunicazione ai comuni italiani, al ministro della salute e al ministro dell'Istruzione, allo scopo di smuovere gli enti del nostro paese affinché si possa porre rimedio alla diffusione del gambling nelle aree comuni.

Attraverso tale dichiarazione, padre D'Urso, direttore del consultivo No Usura, si sofferma sulla decisione dell'organo statale in merito al rifiuto di accogliere le rimostranze di un fornitore di servizi da gioco nei confronti di un provvedimento da parte dell'ente comunale di Imola, in merito alla tipologia di erogazione del servizio. Questa decisione, spiega il consultivo, può far pensare, erroneamente, che gli enti comunali avranno libertà di scelta per quanto concerne la normativizzazione nelle aree di propria competenza in materia di gambling. Questo non corrisponde al vero, dichiara la consulta. È necessario anzi che l'operato degli enti preposti al controllo sia più efficace e soprattutto supportato da un grado di azione più incisivo. Il decreto attuativo del mese di giugno si riferisce a un mancato rispetto degli ordini di carattere pubblico, pertanto gli enti locali sono in grado, allo scopo di tutelare la cittadinanza, di monitorare la diffusione dei servizi da gioco. Questo deve avvenire a seconda dei territori che necessitino di maggiore salvaguardia. Il decreto emesso, da quanto è comunicato nel documento consultivo, possiede al suo interno una contraddizione. La sentenza rievoca, allo scopo di andare contro al fornitore del servizio, il decreto attuativo 3271 emesso dal consiglio statale, il quale aveva dato anzi ragione al gestore di turno che aveva effettuato delle rimostranze, a danno del comune di Desio. È lecito domandarsi ora come mai in un caso si trovi nel torto il comune e nell'altro il gestore. È stato emesso da Consiglio di Stato un decreto secondo cui il comune di Desio non abbia ottemperato ai propri doveri concernenti la tutela del suolo pubblico in modo adeguato, provvedendo a manovre di specifica utilità. In questo modo lo stato si è prodotto in una sentenza contro l'ente comunale e parallelamente ha dichiarato che nel momento in cui si rintraccino fattori tangibili di gravità, a livello pubblico, provvederà nell'accogliere le rimostranze del comune interessato. Secondo l'ente amministrativo di Desio questa sentenza non entra nei meriti dei doveri dello stato riguardo alle problematiche relative alla diffusione dei servizi da gioco nel territorio comunale. Secondo il consultivo, in ogni caso, i comuni dovrebbero agire in modo ancora più concreto. Infatti, in base a quanto comunicato da padre D'Urso, gli enti comunali sono pienamente capaci di prodursi in azioni  di tutela del territorio pubblico e dei cittadini, e di limitare l'espansione dei servizi da gioco. È certo che però, secondo la consulta, ciò debba essere fatto con continuità e impegno, con piena operatività e incisività. Avvicinarsi ai cittadini e offrirsi in quanto soggetto di ascolto è quantomai fondamentale, in modo da rintracciare con maggiore competenza quelli che sono i disagi effettivi del territorio. Ciò deve inserirsi in un programma che preveda piani dedicati, allo scopo di rendere anche i cittadini più consapevoli del fenomeno. Secondo il consultivo, in ultima istanza, il gambling è materia degli enti comunali, e lo stato dovrebbe fare in modo di garantire ai comuni una maggiore presenza sul territorio.