Rischi da giocare

Il gioco d’azzardo è una realtà da sempre presente sul territorio italiano, ma che ha conosciuto, per così dire, una seconda giovinezza con l’avvento delle slot machine collocate all’interno degli esercizi commerciali, come i bar, dei Gratta & Vinci (ovvero le lotterie istantanee) e soprattutto dei casinò on line.

Pur premettendo che il gioco d’azzardo nel suo complesso non va demonizzato, bisogna però osservare quanto sia alto il rischio per alcuni soggetti di sviluppare una dipendenza nei suoi confronti, dipendenza che, al pari di quella da alcool o da droghe, può avere degli esiti anche drammatici. Le ludopatie presentano infatti risvolti sociali non indifferenti, portano spesso al completo isolamento del malato e alla dilapidazione di interi patrimoni, con famiglie ridotte sul lastrico per un vizio che era nato come un semplice passatempo. Questo rovescio della medaglia del gioco d’azzardo non può certo essere ignorato perché presenta dei costi enormi sotto diversi punti di vista. Così in Italia sono nate diverse realtà, sia a livello locale che nazionale, che si prefiggono l’intento di contrastare le ludopatie, e di aiutare chi ne rimanga malauguratamente vittima. Ad esempio, esiste il CNCA (Coordinamento Nazionale di Comunità di Accoglienza) che, come dice il suo stesso nome, si preoccupa di far interagire tra di loro i vari centri che offrono assistenza ai malati di ludopatie e ai loro familiari. Lo Year Book del 2016, una sorta di resoconto annuale che viene realizzato sulle attività del CNCA, è stato pubblicato di recente e ha preso il titolo di “Rischi da giocare”. Al suo interno sono raccolti diversi dati e informazioni che possono servire ad avere un quadro più completo della situazione, e armi più concrete per combattere questa preoccupante piaga sociale. In primis, all’interno di “Rischi da giocare” sono riportati i dati statistici sul gioco d’azzardo in Italia; eccone alcuni dei più significativi. Nel nostro Paese circa 17 milioni di soggetti di età compresa tra i 15 e i 64 anni si è cimentato, almeno una volta, ad un gioco d’azzardo; all’interno di questo gruppo una buona percentuale, superiore al 40%, è costituita da giovani compresi tra i 15 e i 34 anni: dunque al gioco ci si avvicina fin da giovanissimi. All’interno di questo campione, l’1,6% è definito “problematico”, ovvero a rischio di ludopatie. Ci si potrebbe chiedere quanti soldi vengono persi giocando: in base ai dati raccolti dai Monopoli di Stato, nel 2015 oltre 6 mila milioni di euro sono stati persi alle slot machine, e quasi 3 mila milioni di euro alle VTL. Nel 2014 in Italia sono stati venduti 1.902.937.618 tagliandi di tagliandi del Gratta & Vinci. Oltre a questi eloquenti numeri, all’interno di “Rischi da giocare” si sono raccolte le più importanti normative europee in materia di gioco d’azzardo, e si è fatto un compendio della letteratura scientifica che cerca di dare una spiegazione medica all’ingenerarsi delle ludopatie. Infine, una nutrita sezione è dedicata alle esperienze di vita vissuta, quelle che quotidianamente si verificano all’interno dei centri di accoglienza, e che parlano della realtà di chi rimane vittima della dipendenza, estraniandosi dal consesso sociale, dalla stessa famiglia, e finendo spesso vittima anche dell’usura e della malavita. Inoltre, si parla delle varie strategie che il CNCA mette in atto al fine di contrastare la ludopatia, a partire dalle campagne di informazione e sensibilizzazione, passando per la regolamentazione degli orari delle sale da gioco, fino ai metodi più drastici, come il divieto di avvicinarsi a qualunque tipo di gioco.