La scomparsa del mercato nero all'interno del gambling

Il settore non legale del gambling sta progressivamente svanendo. A comunicarlo è l'ente Bruno Leoni, che ha prodotto un sondaggio in cui si conferma che, nell'ultima decade, il settore non legale del gambling ha registrato un decremento da 57 a 8%.

Il mercato del gioco, nel nostro Paese, è sicuramente uno di quelli con le imposte più alte per gli erogatori di gambling, e ciò si riversa in modo negativo anche sul PIL nazionale, ma è altrettanto indubbio che si tratti anche di uno dei mercati più incorrotti d'Europa. Lo ha rivelato nel dettaglio la ricerca realizzata da Lucio Scudiero e Andrea Giuricin. Fino a circa dieci anni fa, il settore del gambling abusivo superava addirittura la metà delle quote di mercato dell'intero ambito del gioco. La cifra registrata oggi, invece, a distanza di 10 anni, è sicuramente più rassicurante, dato che la quota di mercato del gambling illegale rappresenta meno del dieci per cento, confermando l'andazzo positivo del settore su questo fronte. Quello che genera più stupore è il fatto che il settore ha incrementato, in questo periodo, le proprie quote di mercato in modo vertiginoso, ma questo non ha conseguentemente aumentato il gambling abusivo, che anzi è drasticamente diminuito. È certo che, la progressiva regolamentazione apportata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana ha aiutato in questo senso, ma è anche vero che ormai, oggi, il guadagno registrato dal settore è talmente elevato che, nonostante le ingenti tassazioni, il guadagno per i fornitori dei servizi di gioco è comunque considerevole. Ha sortito gli effetti sperati anche la cosiddetta Black List stilata dall'Agenzia, in cui sono registrate le società che hanno operato illegalmente all'interno del settore, debitamente depennate dall'AAMS nel giro di qualche mese. È anche vero che l'inversione di tendenza registrata in Italia per quanto concerne il gambling illegale è anche merito dell'utenza, dato che la maggior parte di giocatori, oggi, diffidano dai servizi non regolamentati, e a ragione, vista la mancanza di garanzie delle offerte deregolamentate. Sul fronte delle nuove e positive tendenze che interessano il mercato del gambling italiano non si può non annoverare la ricerca prodotta da Voices from the Blogs, un sondaggio prodotto dall'Università di Milano, prendendo a campione 10mila soggetti, dunque una percentuale decisamente cospicua dell'utenza. I giornali italiani, e i mass media in generale, sono avvezzi a lanciare strali nei confronti del gambling. Infatti, nel nostro Paese, vige una legge non scritta per cui quando si parla di gioco, online e non, bisogna fare di tutta l'erba un fascio, non distinguendo fenomeni che a prima vista appaiono simili ma che in realtà sono profondamente diversi. Il sondaggio effettuato dai ricercatori di Voices of the Blog rende finalmente giustizia ai dati reali, dato che quasi la metà, il 41.8% per la precisione, dei soggetti ha dichiarato che il gambling rappresenta unicamente una forma di divertimento. Questo dato fa sicuramente riflettere, soprattutto se sii considerano le altre percentuali ricavate dallo studio. Unicamente il 16.6% pensa che sia invece una necessità per il giocatore, l'11.9% prende invece molto seriamente il gioco, dato che pensa che possa rappresentare una svolta nella propria esistenza. L'11.1% ha dichiarato di non essere interessato all'argomento e di non utilizzare servizi di gambling.