Ad Arezzo lo Slot Mob contro le macchine da slot machine

Il fenomeno della ludopatia e della dipendenza dai giochi d’azzardo è molto sentito in tutta Italia, e in alcuni comuni ci si sta attivando in modo più concreto al fine di debellarlo. Molto spesso tra le principali incriminate ci sono le macchine per le slot machine che vengono collocate negli esercizi pubblici. Queste macchine sono molto accattivanti, hanno un aspetto innocuo e sembrano promettere soldi facili.

Capita così che molte persone, per lo più padri di famiglia con oltre 40 anni di età, finiscano per trascorrere qui ore ed ore dilapidando interi patrimoni. Le conseguenze possono essere drammatiche, e non sono molti quelli che si rendono conto del loro problema e che quindi chiedono aiuto. Ad Arezzo, in Toscana, sono oltre 200 le persone che l’anno scorso si sono rivolte al SERT (Servizio per le Tossicodipendenze) al fine di avere un aiuto per uscire dal tunnel della dipendenza dal gioco, che non è diversa da qualunque altro tipo di dipendenza, come quella dalle droghe, avendo una natura autodistruttiva. Al fine però di aiutare più concretamente la cittadinanza, il comune, in collaborazione proprio con il SERT, ha deciso di dare vita ad un’associazione che è stata chiamata “Slot Mob”. L’intento non è di aiutare chi è già caduto vittima del gioco, ma di eliminare il problema alla radice incentivando la rimozione delle slot machine dagli esercizi commerciali. L’impresa non è facile, ma si stanno mettendo in atto molte operazioni diverse per poter raggiungere l’obiettivo. “Slot Mob” è nata nell’ottobre del 2015 e ha tenuto il suo primo intervento presso il Bar 550. Il modo in cui si intende convincere i gestori a rimuovere queste macchine dai loro locali consiste nell’incentivare delle attività collaterali, che richiamino comunque persone (e quindi clientela) ma lo facciano stimolando l’interazione e la socializzazione. In realtà l’iniziativa di Arezzo si ricollega ad un movimento nazionale nato già nel 2013 per combattere una piaga sociale che si fa più preoccupante giorno dopo giorno. Paolo Giusti fa parte dell’associazione Slot Mob di Arezzo, ed elenca tutte le realtà che hanno deciso di portare il loro supporto alle azioni che si intendono mettere in campo. Si tratta di FUCI Arezzo (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), del Movimento dei Focolari, di Azzerobla, che si occupa di progetti di innovazione, e Mi Rimetto in Gioco, che si occupa nello specifico di gioco d’azzardo e shopping compulsivo. Tra le attività alternative che vengono proposte alle slot machine ci sono ad esempio tornei di calcio balilla, o altre attività ludiche che devono essere svolte in gruppo. Inoltre, i bar che decidono di aderire alle attività di Slot Mob, in primis rimuovendo le slot machine dai loro locali, ricevono premi e incentivi per il loro impegno in campo sociale. Lo scopo finale è quello di stimolare una coscienza etica che riesca a mettere il benessere delle persone sopra agli interessi puramente economici. Marco Becattini, che è il responsabile del SERT di Arezzo, ricorda infatti che le conseguenze del gioco d’azzardo non devono assolutamente essere sottovalutate. Entrare nel vortice è molto semplice e può capitare a chiunque, soprattutto a quelle persone che vivono delle difficoltà economiche e, credendo di trovare una via di uscita facile e veloce, in realtà piombano in una condizione ancora peggiore. Per questo il SERT vorrebbe collaborare in prima persona con “Slot Mob”, per migliorare la vita dei cittadini di Arezzo, e non solo.