Attenzione alle truffe on line: i dati della Regione Lazio

Un numero sempre maggiore di persone usa internet per i più diversi scopi: per fare transazioni economiche con il banking on line, per fare acquisti, o per comunicare tramite i social. Purtroppo, il fenomeno connesso è, inevitabilmente, anche il proliferare di una criminalità telematica, che usa la rete per mettere in piedi truffe e atti illeciti.


Sul finire del 2013, la Polizia di Stato della regione Lazio ha creato un nuovo portale, dedicato al cittadino, per raccogliere richieste di aiuto, segnalazioni e denunce, tutte relative a crimini informatici. A fine 2014 si è fatto il consuntivo dell’andamento dell’anno, e si sono tirate le somme dei risultati ottenuti. Per quel che concerne le truffe on line, si sono avute oltre 200 denunce e un totale di oltre 1500 casi registrati, ma soltanto due arresti. Per quel che riguarda l’intera penisola, si sono avute più di 80 mila denunce nel complesso, con sette arresti portati a compimento, circa 3500 denunce e 2000 siti abusivi fatti chiudere. I reati che si sono registrati riguardano soprattutto la violazione dei diritti d’autore, che sono anche quelli su cui si è maggiormente appuntata l’attenzione delle forze dell’ordine.

Un altro reato, purtroppo molto diffuso in rete, e molto grave, riguarda la circolazione di materiale pedopornografico. Nella regione Lazio, nel 2014, ci sono stati 5 arresti di adulti accusati di aver adescato dei minori on line; ci sono state inoltre 44 denunce e 65 casi segnalati in tutto. L’attività di monitoraggio e prevenzione, d’altro canto, è stata alacre, e si è svolta soprattutto tenendo sotto controllo i siti considerati a rischio e i social network. Proprio l’approccio attraverso i social, infatti, è tra quelli maggiormente segnalati alle forze dell’ordine: molto spesso, sono i minori stessi a mettersi involontariamente in pericolo, e a consegnarsi nelle mani dei pedofili. Capita di frequente, infatti, che dei selfie, ovvero degli autoscatti, fatti da bambini e ragazzi non ancora maggiorenni, finiscano per circolare nel web con altri scopi rispetto a quelli originari. Grazie allo sviluppo di tecnologie sempre più sofisticate, però, è diventato anche sempre più facile riuscire a tenere sotto controllo i siti inseriti in apposite “black list”, per poter impedire che il materiale sia ulteriormente diffuso, e per bloccare le attività criminose a danno di minori sul nascere.

Un altro crimine assai comune nel word wide web è il gioco d’azzardo: esistono infatti molti siti autorizzati AAMS, ovvero dei Monopoli di Stato; ma ce ne sono altrettanti che invece sono abusivi, e che quindi vengono segnalati e poi chiusi, una volta fatte le opportune verifiche. A fine 2014, nella Regione Lazio risultavano monitorati 111 siti web illegali. Altri reati che sono stati segnalati e scoperti tramite il portale della Polizia di Stato sono quelli relativi a truffe telefoniche e in radio frequenza. Il bilancio complessivo, dunque, registra decisamente un buon successo per l’iniziativa della Polizia di Stato, visto che in un solo anno di vita sono state totalizzate visite per un numero complessivo di 5.423.180 accessi. Nella Regione Lazio, per dare maggiore visibilità all’iniziativa, si sono presi contatti anche con gli studenti e le loro famiglie, al fine di sensibilizzare la loro attenzione nei confronti dei pericoli che si possono trovare nel web. Il Portale però dimostra anche come internet possa essere usato in due modi diversi: sia per colpire i più deboli, ma anche per tutelarli e fornire loro uno strumento di difesa.