Video giochi e gioco d’azzardo: qual è il confine?

Al giorno d’oggi la diffusione di internet a livello molto ampio, tale che ormai nelle case di ogni famiglia occidentale si può disporre di una connessione al world wide web, ha cambiato moltissimi aspetti della vita quotidiana, non ultimo il suo lato più propriamente ludico. Il modo di giocare è cambiato, poiché hanno  preso sempre più piede i videogiochi. All’inizio si trattava di schermate molto rudimentali, magari con una pallina che rimbalzava da una parte all’altra dello schermo tra due trattini che andavano su e giù, o con un omino che si muoveva dentro un labirinto. C

on il tempo, e con l’evolversi della tecnologia, le possibilità si sono enormemente ampliate e oggi acquistare un videogioco significa acquistare un’esperienza totalmente immersiva. Il più delle volte il gioco è infatti in grafica tridimensionale, e il giocatore si può immedesimare in tutto e per tutto con il personaggio che è protagonista della vicenda vivendo, di fatto, una vita parallela. I caschi di realtà virtuale o realtà aumentata porteranno all’estrema evoluzione questa modalità di gioco. Accanto a questa modalità di gioco c’è poi quello che viene definito “gioco d’azzardo”, che ha a sua volta subito una notevole modifica dall’arrivo di internet nelle nostre case. Anche il gioco d’azzardo è infatti diventato virtuale. Se fino a qualche anno fa l’unico modo per piazzare una scommessa consisteva nell’andare in una sala pubblica; se per giocare a Bingo si doveva andare nei locali dedicati; se per fare un giro sulle slot machine bisognava cercare una macchinetta collocata in un bar, oggi non è più così. Basta accendere il proprio pc, o installare un’app sul proprio smartphone, per poter accedere al proprio casinò on line preferito e giocare i propri soldi. La differenza tra videogioco e gioco d’azzardo, dunque, non sta nella modalità di fruizione, ma nel fatto che, nel primo caso, si paga solo al momento dell’acquisto. Nel secondo caso, quando si gioca, si punta il proprio denaro usando una carta di credito o altre modalità telematiche. Eppure da qualche tempo è nata una piccola diatriba interna al mondo video ludico, in quanto ha preso sempre più piede una modalità che in molti hanno additato come gioco d’azzardo, e che come tale vorrebbero fosse segnalato. All’interno di molti dei videogiochi più diffusi e amati, come ad esempio “Star Wars: Battlefront II” o “La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra”, ci sono dei piccoli giochi interni che comportano un acquisto cosiddetto in-app. Si tratta di una transazione di denaro che permette al giocatore di acquisire un bene in maniera randomica, operazione che in molti equiparano all’azzardo. In merito, come dicevamo, si è acceso un dibattito che sembrerebbe essersi concluso con la decisione che in nessun modo tale modalità possa essere equiparata al gambling. Così si sono espressi l’ESRB (Entertainment Software Rating Board) e il PEGI (Pan European Game Information), gli enti americano ed europeo che decidono la classificazione dei videogiochi. Secondo loro non si può dire che gli acquisti in-app siano gioco d’azzardo perché forniscono un bene, anche se non può essere scelto dal giocatore, che ha sempre attinenza con il gioco che si sta svolgendo. Altri però continuano a ritenere che i videogiochi con questi contenuti dovrebbero essere segnalati come solo per adulti, e che la presenza di tali micro-giochi interni dovrebbe essere segnalata, e data loro una classificazione.